Bussola e cartina

Bussola e cartina

Bussola e cartina

Quando si pensa agli strumenti più importanti per un escursionista, non si può non pensare a bussola e cartina. Si parla quindi di orientamento, quell’insieme di tecniche finalizzate alla determinazione della propria posizione e/o della direzione da seguire e alla stima dei tempi di percorrenza. Su Internet e nelle librerie si trovano decine e decine di testi riguardanti questo settore, quindi io mi limiterò a realizzare alcuni articoli con una rapida infarinatura di orientamento, ovviamente per uso escursionistico.

La bussola è uno strumento indispensabile che si deve imparare a usare alla perfezione. Il suo uso più classico, nazional-popolare potremmo dire, è quello di indicare il nord. Già qui occorre fermarsi per una doverosa precisazione: l’ago della bussola indica il nord magnetico, ovvero il punto in cui il campo magnetico terrestre è perpendicolare al suolo e diretto verso il terreno. Questo punto non coincide con il nord geografico, che è il punto in cui l’asse di rotazione terrestre interseca la superficie, ovvero il punto a latitudine 90° nord. In sostanza il campo magnetico della Terra influisce sul materiale dell’ago della bussola, portandolo a orientarsi verso il nord magnetico.

La cartina invece è una rappresentazione piana del territorio in cui andremo a muoverci. Il suo studio, unitamente all’uso della bussola, è un passo fondamentale nel progettare un’escursione o un trekking. Gli elementi fondamentali che costituiscono una cartina sono la scala e il reticolo di meridiani e paralleli. La scala ci indica il rapporto tra le dimensioni nella cartina e le dimensioni nella realtà, è quindi utile per capire il grado di dettaglio della cartina e per determinare le distanze a partire da essa. Per gli usi escursionistici le scale più utilizzate sono 1:25000 e 1:50000. Risalire dalla dimensione sulla cartina a quella nella realtà è semplice, se ci si ricorda che un centimetro nella cartina corrisponde a tanti centimetri nella realtà quanti sono riportati nella scala. Ad esempio, in una cartina con scala 1:25000, un centimetro sulla carta corrisponde a 25000 centimetri nella realtà, ovvero 250 metri. La cartina è caratterizzata dal reticolato, ma i meridiani presenti in essa si riferiscono al nord geografico e non al nord magnetico.

La distanza angolare tra nord geografico e nord magnetico è definita declinazione magnetica, ed essendo un angolo si misura in gradi. Tener conto della declinazione magnetica quando si usa la bussola consente di evitare errori in fase di orientamento. Il valore della declinazione varia da luogo a luogo e varia nel tempo, poiché il nord magnetico non è fisso, a differenza di quello geografico. Più è grande la distanza da percorrere, più è alto l’errore dovuto alla declinazione magnetica. Per poterla regolare occorre sapere il suo valore, determinabile facilmente su Internet oppure calcolandone la variazione annuale, se la cartina utilizzata presenta il valore in un determinato anno della declinazione in quel luogo. Se il valore della declinazione è basso (ad esempio 2°) o vicino alla risoluzione stessa della bussola, è possibile ignorarla, senza commettere grossi errori. Inoltre effettuando più rilevamenti, anziché uno solo per una tratta più lunga, a ogni rilevamento gli errori non si sommano, quindi si può procedere con più sicurezza.

La bussola è ovviamente influenzata dai campi magnetici. Per poterla utilizzare bene è quindi importante non avvicinarla a oggetti metallici o magnetici. La loro presenza può spostare significativamente la posizione dell’ago, come si può vedere in queste due foto:

È bastato spostare la bussola da destra a sinistra di quel gruppo di viti per notare un cambiamento netto nell’indicazione del nord. 🙂

La cartina ci fornisce infine un’altra informazione importante, quella relativa all’altitudine, tramite le curve di livello (o isoipse). Ogni curva unisce punti a quota uguale, rispetto al livello del mare. La differenza di quota tra due isoipse è detta equidistanza, e a seconda del suo valore le curve possono essere più o meno importanti, e nella cartina le troveremo con un tratto più grosso, più fine oppure tratteggiate. Una maggiore densità di curve significa che quel rilievo ha una pendenza maggiore, perché la quota cresce più velocemente. Viceversa una minore densità di curve implica una pendenza inferiore. Anche grazie a queste informazioni possiamo farci un’idea del territorio in cui andremo a fare l’escursione.

Ghiera

Ghiera

Dovendo utilizzare cartina e bussola insieme, un primo elemento fondamentale è orientare la cartina. Nella ghiera della bussola è presente un reticolato, simile a quello presente sulla cartina. Per orientarla è sufficiente poggiare la bussola sulla cartina, in modo che le linee dei meridiani siano parallele. A questo punto basta ruotare la cartina finché l’ago magnetico si trova a segnare il nord della ghiera, in mezzo alle due tacche bianche nell’esempio della foto. In questo modo ciò che vediamo attorno a noi avrà la stessa orientazione sulla cartina, facilitandoci le tecniche di orientamento successive.

Per concludere questo articolo introduttivo è doverose parlare del concetto di azimut, detto anche angolo di direzione. L’azimut è l’angolo tra il nord e la direzione di un determinato punto (di solito quello verso cui siamo diretti), calcolato in senso orario. Quindi un azimut di 90° significa direzione Est, un azimut di 180° una direzione Sud e così via. Per determinare l’azimut di un punto, e quindi la direzione di interesse, è sufficiente puntarlo con la bussola e ruotare la ghiera finché l’ago magnetico non è tra le due tacche del Nord. A questo punto sulla scala graduata si potrà leggere il valore, in gradi, dell’azimut appena rilevato.

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5 thoughts on “Bussola e cartina

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