Recensione dello Zaino Karrimor Tryfan 60-70

Zaino Karrimor Tryfan

Zaino di fronte

Quando l’ho comprato, nei commenti c’è stata una discreta richiesta di informazioni a riguardo. Un paio di lettori del blog erano interessati a un’analisi più dettagliata dello zaino Karrimor Tryfan 60-70, cosa che ora posso fare dopo averlo ampiamente usato nel trekking dell’Alta Via delle Alpi Apuane e nella parte percorsa della Grande Traversata del Supramonte. Ed è un vero piacere parlare di questo zaino, perché sono completamente soddisfatto dell’acquisto fatto. 🙂

Ecco le caratteristiche del prodotto:

  • Tascone principale con tasca interna per sacche d’acqua
  • Tascone inferiore con due cinghie di compressione
  • Due tasche laterali con due cinghie di compressione ciascuna
  • Schienale regolabile con sbarre di alluminio
  • Accesso laterale alla tasca principale
  • Tasca interna superiore
  • Tasca esterna superiore
  • Fascia e cinghia lombare
  • Due tasche per borracce/bottiglie
  • Coprizaino rimuovibile nero dentro una tasca inferiore
  • Elastico e asole per il fissaggio di bastoni/piccozze o altri strumenti

Al solito, ecco delle foto per completare  le descrizioni a parole. 🙂

La prima cosa che tengo a sottolineare riguardo questo prodotto è il suo limitato peso, che è stata una delle principali discriminanti quando ho deciso di acquistarlo. Vuoto pesa 1,8 chili, che per uno zaino da 60/70 litri è veramente poco! Nonostante ciò la sensazione di robustezza non viene sminuita. Durante gli otto giorni di maltrattamento intenso sulle Alpi Apuane non ho riscontrato in nessun caso dei problemi da questo punto di vista. Sui materiali utilizzati e le loro caratteristiche vi rimando al sito ufficiale, che ho linkato in precedenza.

Ovviamente, è altrettanto importante rimarcare la comodità dello zaino. Lo trovo molto bilanciato e non mi ha mai dato problemi di scomodità. Tanto lo schienale quanto la fascia lombare sono imbottiti al punto giusto e consentono, a mio avviso, di portare lo zaino senza alcun problema. In realtà, se la comodità della fascia lombare è buonissima, devo ammettere che ho trovato poco pratica la sua chiusura. La cinghia è buona, beninteso, e si stringe in maniera facile tirando le fibbie. Tuttavia, dopo aver fatto una pausa e volendosi rinfilare lo zaino, è necessario allentare di nuovo la cinghia, per poi doverla ristringere dopo aver messo lo zaino. Io ammetto di non essere riuscito a infilarlo chiudendo una cinghia già stretta da prima, ogni volta devo passare dalla fase di allentamento. Alla lunga questo aspetto può essere poco pratico, come dicevo.

Una caratteristica essenziale di tutti gli zaini da trekking è la disposizione e la quantità di tasche. Abbiamo un grande tascone principale e un tascone inferiore, divisi da un diaframma che si può aprire o chiudere, per tenere le due aree separate oppure creare un’unica tasca più grande. All’interno del tascone principale c’è lo spazio per le sacche d’acqua, che io non uso e quindi riutilizzo come ulteriore spazio per conservare oggetti. Ci sono poi due tasche superiori, una interna e una esterna: lo spazio ricavabile dalle due è abbastanza grande, ma se si riempie molto una è difficile riempire allo stesso modo l’altra, bisogna trovare un compromesso e un equilibrio tra i due spazi.

Le due tasche laterali sono grandi, ma la disposizione degli oggetti al loro interno può risultare disordinata, data la forma delle tasche. In ogni caso non ritengo che sia un problema così insormontabile. 🙂 Infine le due tasche elastiche per le borracce risultano adeguate per il compito che devono svolgere: a prima vista possono sembrare piccole, ma una volta infilata per bene la borraccia il tutto è assicurato e stabile. In fondo allo zaino è presente una piccola tasca contenente il coprizaino: questo è nero ed è completamente elastico, una volta che si riveste lo zaino, l’elastico fa il suo lavoro per tenere fermo il coprizaino. Non c’è quindi bisogno di tirare delle fibbie per tendere il tutto. 🙂

Dato che non tutte le ciambelle escono con il buco, nemmeno in casa Karrimor, c’è da dire che alcune cose potevano essere realizzate meglio. L’elastico per il fissaggio dei bastoni non è molto stabile e allo stesso modo le asole inferiori: da questo punto di vista si poteva fare di più, infatti per riporre i miei bastoni ho preferito infilarli nel tascone principale aprendo leggermente il diaframma per poter sfruttare qualche centimetro di spazio del tascone inferiore. Infine, ma questo è più un vezzo che un reale difetto, avrei preferito che ci fosse una cinghia di compressione anche per la tasca principale.

Comunque sia, mi ritengo ultra-soddisfatto del mio acquisto! 🙂 Il Tryfan 60-70 è uno zaino comodo, pratico, robusto e leggero, nonché economico (si trova anche in vendita su Amazon). Mi sento di consigliarlo senza problemi a chiunque abbia esigenze simili alle mie, ovvero voglia uno zaino da trekking capiente, da non spendere eccessivamente e che non pesi troppo quando è vuoto. 🙂

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4 thoughts on “Recensione dello Zaino Karrimor Tryfan 60-70

  1. Come già detto in altra sede (non so se hai letto) sono d’accordo su quanto detto da te! L’unica cosa che mi manca sono un paio di tasche sulle fasce lombari. 😉 Bello zaino, leggero ed economico…

    • Sì sì, avevo letto e risposto al tuo commento. 🙂 In effetti un paio di tasche nella fascia lombare non sarebbero state sgradite, dato che consentono di mettere oggetti di uso frequente ed evitare così di dover togliere spesso lo zaino. Io risolvo infilando roba del genere nelle tasche dei pantaloni, ma ovviamente è solo un ripiego. 😀

  2. No ma alla fine va a meraviglia per quello che costa, comodità e leggerezza sono le sue caratteristiche principali. Lo shienale è un ottimo supporto per la colonna. Pensa che l’ho usato anche per escursioni di una giornata. L’ultima è stata al Corno Grande qui in Abruzzo e anche in mezza arrampicata non si fa sentire quasi per niente, l’unico problema di queste categorie di zaini è che quando si arrampica e si guarda verso l’alto si sbatte la testa indietro. 🙂
    Oh se dovessi fare un salto sull’appennino abruzzese fai un fischio. 😉

    • Ah ecco, in effetti avevo pensato che mi trovo talmente bene con questo che avrei potuto tentare di usarlo anche per escursioni più brevi, ma non ho mai avuto la volontà di concretizzare il pensiero. 🙂

      Il discorso sullo sbattere la testa all’indietro mi ricorda che, almeno in ambito escursionistico quindi non di arrampicata, lo zaino non è tanto alto. Viceversa, ad esempio, la mia ragazza ha un Karrimor Panther e l’altezza dello zaino è più grande, arriva a sbattere la testa sullo zaino sollevandola un po’ anche solo durante la camminata. Con il Tryfan non succede (io e lei siamo alti uguali) e secondo me è una cosa buona. 🙂 Ovvio che in ambito di arrampicata questa cosa non succede e si va a toccare, posso immaginarlo bene.

      Ah, sì, non mancherò, grazie. 😀

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