La trascuratezza di un territorio [Parte 1 di 2]

Arco Correboi

Cartello ad Arco Correboi. Di quei sentieri nessuna traccia online…

Oggi voglio trattare un argomento che, data la sua complessità, andrò a separare in due articoli differenti, ognuno dei quali focalizzato su un aspetto specifico. Come dice il titolo, il tema comune è la trascuratezza del territorio. Mi sto riferendo ovviamente al territorio montano e nella fattispecie alla mia Regione, la Sardegna. Luogo che suscita nella mente di tutti immagini idilliache come distese di sabbia e scorci di mare cristallino. A ragione, dato che questi elementi sono presenti in abbondanza lungo le nostre coste. Tuttavia la Sardegna non ha nulla da invidiare a nessuno nemmeno dal punto di vista della montagna, nel mio piccolo posso dire che già le foto presenti in questo blog possono far capire che questa non è una regione di solo mare. Eppure la stessa cura che esiste nel promuovere il turismo marittimo non è presente nella promozione di quello montano. Uno dei segni distintivi della trascuratezza dei monti sardi è l’occultamento delle informazioni.

Ogni volta che devo cominciare a organizzare un’escursione mi imbatto nelle stesse difficoltà. È rara la volta in cui si riesce a trovare una descrizione esaustiva del sentiero, la maggior parte delle volte occorre fare approfondite ricerche su Google per andare a stanare quelle quattro o cinque pagine che, messe insieme, riescono a fornire un quadro d’insieme piuttosto vicino alla realtà. Pagine che sono sopratutto resoconti di escursioni compiute da qualcuno in passato, motivo per il quale io stesso, nello scrivere i miei resoconti, cerco di essere il più dettagliato e obiettivo possibile, fornendo quando possibile anche tutti i link che mi sono stati utili nel preparare l’uscita. Tutto questo per sopperire alla grave mancanza di una completa informazione a livello ufficiale.

Sarebbe infatti compito degli enti locali, quello di fornire agli escursionisti – non solo sardi, ma anche i potenziali turisti – tutto ciò di cui hanno bisogno per muoversi all’interno dei territori di interesse. Enti locali, corpi forestali e sezioni CAI hanno sicuramente questo tipo di informazioni, sarebbe paradossale il contrario, ma ne dispongono in maniera controllata. Quello che arriva all’utente comune è poca roba, e va trovata comunque con fatica nel marasma di Internet. Servirebbe una fonte ufficiale ben individuabile, affidabile e interessata alla salvaguardia del territorio ai fini turistici. Infatti il fornire queste informazioni non deve essere visto come un sottrarre lavoro alle guide escursionistiche, bensì come un modo per responsabilizzare chi cammina sui sentieri e favorire il turismo. Allo stesso tempo avere una conoscenza adeguata del tracciato prima ancora di avventurarvisi è un fattore che fa diminuire il rischio di perdersi e dover successivamente chiamare aiuto. L’informazione è sempre alla base di una maggiore sicurezza, e questo è vero anche per quanto riguarda la montagna.

Monte Linas

Indicazioni dalla Vecchia Dispensa a Villascema. Dei due sentieri per il Monte Linas nessuna traccia online (anche se qualcosa sono riuscito a recuperare)…

La gran parte delle descrizioni in cui mi imbatto di solito sono di carattere naturalistico, dettagliate dal punto di vista floro-faunistico, ma assolutamente inutili dal punto di vista dell’orientamento e dell’escursionismo. Quando invece mi stavo informando sull’Alta Via delle Alpi Apuane (trekking nel territorio della Toscana) mi sono stupito nel trovare schede complete di tutti i sentieri CAI della zona – e sono parecchi – e mi sono imbattuto addirittura in una mappa interattiva che forniva il tracciato della rete sentieristica sovrapposto a una base simile a quella di Google Maps. Un ottimo modo, insomma, per sapere esattamente dove passano i sentieri e poter progettare la propria escursione in assoluta tranquillità e sicurezza, sapendo a cosa si andava incontro. Allo stesso modo ho trovato una mappa analoga qualche tempo fa, mentre raccoglievo informazioni sull’Alta Via del Granito (trekking in Trentino-Alto Adige, con la speranza di percorrerlo prima o poi). Mappa a cura della sezione CAI locale, per intenderci.

Questi esempi per dire che quello che intendo è realizzabile, non è pura fantascienza. Sarebbe interesse degli enti locali ufficiali realizzare qualcosa che permetta a questa regione di crescere anche dal punto di vista del turismo montano/escursionistico. Finché si pensa solo al proprio tornaconto io credo che la Sardegna rimarrà arretrata su questo lato. Esistono alcuni esempi che si avvicinano al mio pensiero, come il progetto “Un’isola di sentieri” dell’Ente Foreste o il recente portale SardegnaSentieri (che è ancora in fase Beta, quindi per ora è acerbo). Tuttavia questi non sono altro che frammenti molto piccoli rispetto al potenziale enorme di questo territorio. Per quanto mi riguarda sarebbe auspicabile che si arrivi a una situazione confrontabile con quella delle altre regioni italiane: descrizioni dettagliate, tracciati disponibili, informazioni complete ed esaustive sui sentieri presenti. Ne trarrebbero beneficio tutti.

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6 thoughts on “La trascuratezza di un territorio [Parte 1 di 2]

  1. È un loop in cui ci trovaiamo oramai a troppi anni. L’unica maniera di uscirne bene è quella di avviare un progetto regionale (intendo finanziato dalla regione) di grande livello: un portale con itinerari per tutti, pubblicati come si deve, passo per passo, multilingue, multimediale.

    Come già detto in altri contesti la cosa si potrebbe fare solo se si stabiliscono prima delle regole univoche sulla terminologia e sulle modalità di acquisizione dei dati, proprio per evitare il caos e l’inaffidabilità di molti dei dati presenti nei vari portali web.

    • Ciao, Corrado! Lieto di leggerti sul mio blog. 🙂

      Ovviamente mi trovo d’accordo, anzi un unico portale sarebbe davvero la soluzione migliore per tutti, sia per noi del posto sia per gli eventuali turisti. Si eviterebbe di uscir di testa ogni volta che si deve pensare a un sentiero, sapendo di avere qualcosa di ufficiale su cui fare affidamento.

      Infatti non capisco perché qualcosa del genere non venga realizzato. Non tanto per noi, quanto meno per l’incentivazione al turismo dal resto dell’Italia (o del mondo in generale), ed è per questo che ho insistito sul lato turistico. Se almeno non lo si vuole fare per una questione di correttezza nei confronti di chi già vive il territorio tutti i giorni, perché non volerlo fare per attirare persone anche fuori dalla solita stagione estiva in cui si viene in Sardegna solo per il mare?

  2. Pingback: La trascuratezza di un territorio [Parte 2 di 2] | Un passo alla volta

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    • Sì, siti come openstreet forniscono utili strumenti, ma credo che il nocciolo del problema sia sempre nella volontà delle istituzioni che dovrebbero fornire certe informazioni. Quindi openstreet è solo parte della soluzione. 🙂

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