La trascuratezza di un territorio [Parte 2 di 2]

Segnavia eccessivi

Ecco, non dico di arrivare a questi eccessi…

Se nel precedente articolo ho individuato nella mancanza di informazioni uno degli aspetti che sottolineano come si trascuri il territorio montano sardo, oggi concludo il ragionamento parlando della carenza di segnaletica. Del resto immagino che si sia tutti concordi sul fatto che la preparazione precedente all’escursione è nulla, se poi sul campo ci si ritrova con qualcosa che non combacia con quello che ci si aspettava. In particolare se ci si ritrova alle prese con una segnaletica realizzata male. La promozione del territorio dunque non si attua solamente con la creazione di portali ufficiali in cui inserire le descrizioni e/o le tracce dei percorsi, ma anche con lo sviluppo e la manutenzione di una rete sentieristica degna di tale nome, capace di guidare davvero l’escursionista e non farlo sentire spaesato. Senza arrivare a brutti eccessi in cui i segnavia sono troppo numerosi o troppo grandi, basterebbe che siano abbastanza frequenti da essere seguiti, piuttosto che continuamente cercati. Lo stesso escursionista potrà così godere meglio del territorio e dei panorami, se non è sempre impegnato a sforzarsi di trovare la prossima macchia di colore rosso-bianco-quello-che-è. 

Mi è capitato di recente per due percorsi, il 192 per Monte Arcuentu e il 112 per l’Ovile Linas. Tratti con assenza di difficoltà di orientamento caratterizzati da un numero quasi eccessivo di segnavia e poi la completa sparizione dei segni appena si arriva a zone in cui invece sarebbero più utili, per la presenza di bivi che sembrano tutti equamente probabili. Avrei potuto pensare che fosse un mio problema, se non fosse che lo stesso Corrado Conca, alla presentazione del suo ultimo libro “Il top del trekking in Sardegna“, ha raccontato come nella zona di Monte Albo i segnavia sono presenti o meno a seconda che il tratto del sentiero ricada nel territorio di un comune o di un altro. Quindi da una parte segnaletica ineccepibile e dall’altra il nulla assoluto.

Segnaletica Alpi Apuane

Un esempio a caso di ciò che si trova sulle Alpi Apuane

Pur mancando la segnaletica, i sentieri esistono comunque, quindi gli escursionisti alle prese con eventi del genere sono comunque abituati a doversi confrontare con un territorio poco affidabile, in cui i segni vanno e vengono senza puntualità. Si è portati a proseguire nonostante tutto, andando incontro ai rischi che si annidano in un risvolto del genere. Anche in questo caso quindi quello che immagino per la mia terra non è solo una questione di completezza, ma anche di sicurezza e affidabilità. D’altra parte sulle Alpi Apuane – che riporto di nuovo ad esempio, dopo averle citate nella Parte 1 dell’articolo – la segnaletica era così curata che già solo cinque minuti senza segni lasciavano intendere la possibilità di aver sbagliato completamente strada. La segnaletica non è solo sinonimo di professionalità, ma anche di rispetto nei confronti di chi usufruisce di quella parte di territorio.

Chi cammina in montagna non deve trasformarsi in un ricercatore di vernice, ma deve rimanere quello che è: un camminatore. I segnavia devono accompagnarlo, rassicurarlo e condurlo dal punto A al punto B in sicurezza. La cura e la manutenzione – come già detto senza sfociare negli eccessi – sono fondamentali per la buona riuscita del territorio. Un turista che dovesse decidere di percorre qualche sentiero sardo ne uscirebbe profondamente disorientato, se si trovasse nella brutta situazione di segnaletica carente. La sua impressione non potrà che essere negativa e difficilmente potrebbe parlar bene del territorio, una volta tornato a casa. Ancora una volta uno dei risvolti principali è quello del turismo montano, aspetto che sarebbe notevolmente incentivato dalla presenza di una rete di sentieri ben fatta e ben tenuta nel tempo.

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7 thoughts on “La trascuratezza di un territorio [Parte 2 di 2]

  1. Ancora una volta non posso che concordare con il tuo punto di vista.

    Credo che i tempi siano maturi per l’organizzazione di una tavola rotonda in cui confrontarsi e affrontare il tema della segnaletica sui sentieri e della sua manutenzione (elemento importante quanto – o forse più – della progettazione di nuove reti).

    Ho solo un quesito: perché usare la definizione “sentiero cai”? Tengo a precisare due questioni:

    Un sentiero non dovrebbe prendere il nome di chi lo segna, quindi anche se (sottolineo “se”) l’avesse segnato il CAI, non credo sia il caso di chiamarlo così. Altrimenti un sentiero FIE, dovrebbe chiamarsi così, eccetera…

    Troppo spesso sento usare l’accezione “sentiero Cai” semplicemente perché vi sono segnavia bianco-rossi, anch’essi ritenuti – erroneamente – segnaletica Cai. Ricordo infatti che la segnaletica bianco-rossa si usa ovunque, e viene realizzata anche da privati, e che il Cai non è né detentore di diritti di unicità né tantomeno il promotore di quei colori che – non mi stancherò mai di ripeterlo – appartengono alla nostra storia, seppur triste, della prima guerra mondiale, dove i segnavia, con i colori e il numero del reggimento, indicavano i sentieri per rifornire le linee del fronte.

    Quanto sopra solo per spirito di condivisione 🙂

    • Interessante. Chi vorresti far partecipare alla tavola rotonda? Concordo sull’importanza della manutenzione dei sentieri e della loro segnaletica.

      • Be’, secondo me dovrebbero partecipare come minimo gli enti locali, i comuni, se non addirittura la regione nella sua interezza. E poi tutti gli enti che lavorano per la promozione del territorio.

    • Per quanto mi riguarda mi pare giustissima l’idea di una tavola rotonda per parlare della segnaletica e della manutenzione dei sentieri. Del resto è tutta roba che va a favore del nostro territorio, non posso pensare che ci sia così tanto disinteresse da parte di chi dovrebbe metterci mano. 🙂

      Sulla definizione “sentiero CAI”, devo ammettere di usarla io stesso su questo blog… Onestamente non sapevo questi risvolti – del resto come dice lo stesso titolo questo è un blog che cresce un passo alla volta, così come le mie conoscenze – e mi fa piacere che tu li abbia precisati. 🙂

      Ma potrebbe avere un senso attribuire una denominazione a un sentiero in base a chi l’ha segnato per attribuirne anche la responsabilità?

  2. Marco, una tavola rotonda che affronti il tema sentieristica secondo me dovrebbe veder presenti almeno:

    • Sezioni Cai (notare che ho detto sezioni, non coordinamento regionale)
    • Ente Foreste (titolare di monti km di sentieri segnati)
    • Sardegna Promozione (referente principale per la promozione del turismo attivo)
    • Altre associazioni interessate
    • Guide escursionistiche (parte interessata all’uso turistico della sentieristica)
    • Soccorso Alpino (per la parte che riguarda la sicurezza)
  3. Gianluca, in realtà la responsabilità di un sentiero (sempre che si possa attribuire a qualcuno) è in capo al committente, non a chi l’ha realizzato. Ovviamente fatti salvi sentieri che dovessero essere stati segnalati per esclusiva iniziativa di un privato o associazione senza coinvolgere enti locali, proprietari etc, ma mi pare piuttosto raro e improbabile.

    (tranquillo, gli aspetti storici dei segnavia bianco-rossi non li conoscono in tanti, inclusi molti operatori professionali del settore!)

    • Ah, vedi quante cose si possono imparare, non sapevo nemmeno questo aspetto della responsabilità.
      Quindi, giusto per avere le idee chiare: non sarebbe giusto chiamarli “sentieri CAI” perché lo si fa solo con questi e quindi sarebbe meglio chiamare anche i “sentieri FIE” o “sentieri Ente Foreste”, oppure c’è una motivazione per cui a prescindere è meglio non chiamare i sentieri in questa maniera?
      Ne approfitto a questo punto anche per chiarirmi un altro dubbio che è sorto: se non è corretto denominarli “sentieri CAI”, la loro numerazione è una prerogativa del CAI oppure è un elemento identificativo del sentiero in sé?
      Perdona le tante domande, ma sono questioni su cui è effettivamente difficile informarsi senza conoscere qualcuno e io non posso che approfittare per fartele in maniera da chiarirmi le idee (ed essere utile anche a chi passerà su questa pagina e troverà i dubbi già chiariti). 😀

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