Determinare le coordinate UTM

Quando abbiamo iniziato a parlare di orientamento, con l’articolo su bussola e cartina, non mi sono soffermato su una questione importante, il concetto di coordinate, ovvero quegli elementi che permettono l’individuazione di un punto sulla cartina. Aspetto fondamentale, se si pensa ad esempio alla necessità di fornire la posizione in cui ci troviamo a eventuali soccorritori.

Esistono diversi sistemi di rappresentazione, a seconda del tipo di coordinate che si sceglie di fornire. Tutti siamo a conoscenza delle coordinate geografiche, dato che fin dai tempi della scuola abbiamo appreso i concetti di latitudine e longitudine. Si tratta degli angoli formati dal punto sulla superficie terrestre in relazione all’equatore e al meridiano di Greenwich, rispettivamente. Tuttavia in ambito cartografico, soprattutto per uso escursionistico, esiste un altro sistema, denominato proiezione UTM (Universale Trasversa di Mercatore). Secondo questo sistema la Terra è rappresentabile su un piano mediante una griglia, comprendendo quasi tutto il pianeta, a eccezione delle zone polari, rappresentate da un’altra proiezione, la UPS (Universale Polare Stereografica).

La griglia rappresentante la Terra è costituita da fusi e da fasce. I fusi sono in tutto 60, costituiti da 6° di longitudine ciascuno, e vengono numerati da 1 a 60 a partire dall’opposto del meridiano di Greenwich procedendo verso Est. Le fasce sono invece ampie 8° di latitudine e si indicano con le lettere, dalla C alla X, con l’esclusione della I e della O, in ordine da Sud verso Nord. L’intersezione di fusi e fasce determina delle zone, che si indicano mettendo prima il numero di fuso e poi la lettera di fascia. Ogni punto della superficie terrestre ha le coordinate UTM espresse in metri – o in multipli del metro – rispetto ai valori di riferimento: per ogni fuso il meridiano di riferimento è quello centrale, a cui corrisponde il valore di 500000 metri (questo implica che un punto a Ovest del meridiano centrale avrà coordinata inferiore a 500000 metri, e viceversa per un punto a Est del meridiano centrale); per le fasce il riferimento, nell’emisfero nord, è direttamente l’equatore.

Cartina con reticolato UTM

Cartina con reticolato UTM

Ogni zona determinata dal reticolato chilometrico è a sua volta suddivisa in quadrati dal lato di 100 km, individuati da due lettere. A sua volta ogni quadrato da 100 km è suddiviso in una griglia che forma quadrati dal lato di 1 km. Quindi, ad esempio, in una cartina con scala 1:25000, un quadrato di questa griglia avrà lato 4 cm. I paralleli e i meridiani del reticolato sono indicati con delle coppie di numeri, i primi sono costanti per tutto il quadrato da 100 km di lato, e quindi sono alternativi all’indicazione delle due lettere. Le coppie di numeri rappresentano le distanze dal meridiano centrale e dall’equatore e sono alla base dei calcoli per la determinazione delle coordinate di un punto qualsiasi.

Un esempio è rappresentato dalla foto in alto, che mostra una parte di una cartina con il reticolato UTM. I meridiani hanno coppie del tipo 05 36, mentre i paralleli hanno ad esempio 44 43. Questo significa che un punto sul parallelo 44 43 dista dall’equatore 4443000 metri, mentre un punto sul meridiano 05 36 avrà coordinata 536000 metri. Per la spiegazione della tecnica generale, supponiamo di voler individuare le coordinate del punto in rosso, rappresentante Punta Cabaddaris.

Si determina innanzitutto il valore corrispondente della coordinata verticale, relativa ai meridiani. Si individua il valore corrispondente al meridiano a sinistra del punto considerato, poi si aggiungono tanti metri quanta è la distanza sulla cartina del punto dal meridiano. Per fare questo occorre utilizzare un righello: nel caso considerato il punto si trova a 3 cm dal meridiano, e considerando la scala 1:25000 della cartina, significa che si trova a 750 m dal meridiano. La coordinata verticale complessiva sarà dunque 536750 metri Est.

Si procede in maniera analoga per la coordinata orizzontale, relativa ai paralleli. Una volta segnato il valore del parallelo sottostante al punto, si verifica la distanza da esso del punto, tramite il righello e la conversione di scala. Nel caso in esame il punto si trova a 1 cm dal parallelo, quindi in realtà a una distanza di 250 m. La coordinata orizzontale complessiva è perciò 4444250 metri Nord.

Alcune foto possono aiutare a visualizzare meglio il procedimento da adottare. 🙂

Per la comunicazione delle coordinate così calcolate è importante la presenza dell’identificativo della zona, in questo caso 32T (fuso 32, fascia T). Le coordinate vere e proprie possono infine essere rappresentate in maniere differenti: un sistema è quello di riportare le distanze complete, come ho fatto nell’esempio precedente, e ci si riferisce in questo caso proprio alle coordinate UTM. In alternativa si può ricorrere alla coppia di lettere che individua il quadrato di lato 100 km in cui ricade il punto calcolato: in questo caso la rappresentazione delle coordinate dovrà omettere i primi numeri delle coppie relativi ai meridiani e paralleli perché, essendo costanti per tutto il quadrato di lato 100 km, la loro indicazione sarebbe ridondante con la coppia di lettere. Così l’esempio precedente diventerebbe 36750 e 44250, oppure 3675 e 4425, evitando l’indicazione dei metri e fermandosi all’ordine del decametro, ovvero della decina di metri. Questo sistema è detto in realtà MGRS ed è un’alternativa, come abbiamo detto, dell’UTM.

La scelta del formato di rappresentazione è condizionata ovviamente dalla cartina in nostro possesso. Se essa presenta le indicazioni delle due lettere del quadrato di 100 km di lato abbiamo a che fare con un sistema MGRS, altrimenti siamo di fronte a un reticolato UTM. In ogni caso, tramite l’indicazione sia della zona sia delle coordinate, o in formato UTM o in formato MGRS, si può univocamente determinare la posizione del punto sulla superficie terrestre.

Per concludere questo articolo è utile sottolineare l’esistenza di uno strumento che consente di non utilizzare il righello nel calcolo delle distanze da meridiani e paralleli: si tratta del coordinatometro, costituito da una coppia di assi con delle suddivisioni in una determinata scala, da scegliere coincidente con la scala della cartina che si utilizza. Il coordinatometro va posizionato sul punto da calcolare e le intersezioni dei suoi assi con il meridiano a sinistra e il parallelo sottostante del punto forniscono direttamente i valori delle distanze, evitando quindi di dover usare il righello e calcolare la conversione di scala in base alla cartina.

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2 thoughts on “Determinare le coordinate UTM

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