Fotografia e trekking [Parte 2 di 2]

Ecco il secondo articolo sul tema della fotografia in ambito escursionistico, sempre in collaborazione con Cristiano Pugno, fotografo professionista e curatore del blog di Beppe.

Le esigenze fotografiche di un escursionista (di Gianluca Santini)

Nell’ambito delle escursioni e dei trekking la fotografia riveste di sicuro un ruolo importante. Immortalare i luoghi in cui si passa e le viste dalle vette che si raggiungono è un aspetto che, per quanto mi riguarda, è fondamentale nel vivere l’escursione nella natura. Perché, certo, posso sempre ritornare nello stesso sentiero un’altra volta, ma è bello poter riguardare quei posti stando anche comodamente seduto alla mia scrivania.
Il mio contributo a questo articolo sarà quello di illustrare quali sono le principali esigenze di un escursionista come me, la cui conoscenza dell’ambito fotografico è piuttosto ridotta. Ci penserà poi Cristiano, professionista in materia, a chiarire ogni aspetto sollevato.

Le tipologie di foto
Camminando in montagna o in un bosco, lungo un sentiero escursionistico, ci sono delle tipologie di foto ricorrenti. Alla fine un escursionista è interessato a fare cinque categorie di foto:

  • Macro: per fiori e altri piccoli dettagli lungo il percorso;
  • Panorami: ovviamente, per conservare i ricordi di ciò che vede mentre cammina;
  • Panoramiche ampie: aspetto che sfruttavo moltissimo con la mia precedente macchina (una compatta Fujifilm Finepix JV) e che adesso mi manca nell’attuale Canon PowerShot, sempre compatta;
  • Fotografie al sentiero: di solito per far notare pendenze o particolari sviluppi del tracciato, ad esempio all’interno di una zona boscosa;
  • Autoscatti o scatti nei luoghi di principale interesse: per avere un ricordo della nostra effettiva presenza, ad esempio nel punto più alto del monte, vicino alla croce di vetta o alla targa indicante la quota raggiunta.

A questo si aggiunge la necessità di fotografare anche alcuni dettagli che si presentano durante la camminata e che possono servire come backup: in caso di disorientamento, avere nella memoria della propria macchina fotografica delle foto riguardanti punti caratteristici attraverso cui siamo passati può essere utile per riuscire a capire dove si trova il sentiero che abbiamo perso sulla via del ritorno. E quindi sono utili fotografie a massi particolari, ai segnavia più importanti – come quelli sui bivi – se non addirittura a eventuali cartelli indicatori presenti nel percorso.
Queste foto non hanno certamente la pretesa di essere artistiche, né di voler ricordare qualcosa quando l’escursione è finita e siamo seduti a casa, ma possono risultare utili quando l’escursione è ancora in corso.

Fotografia di Emanuela Biollo

Fotografia di Emanuela Biollo

Quali sono, per me, le problematiche principali nel fare fotografie durante un’escursione?
Be’, sicuramente un primo fattore fondamentale è la rapidità di esecuzione. La fotografia non deve prendere troppo tempo, dato che ci saranno comunque delle ore di cammino da macinare, sia all’andata che al ritorno (o solo all’andata, se si parla di lunghi trekking).
Conseguenza della rapidità è l’individuazione delle caratteristiche da adottare per effettuare la foto desiderata. Caratteristiche che noi escursionisti magari non conosciamo al meglio, e che dobbiamo saper individuare in poco tempo. Caratteristiche che variano, ovviamente, anche in base alle condizioni in cui ci si trova.

Le condizioni meteo
Un’escursione in montagna può avvenire in diversissime condizioni metereologiche. Il brutto tempo in città non è, di solito, brutto tempo in montagna, dato che la pioggia è un elemento frequente e con cui bisogna imparare a convivere con serenità.

Quindi le principali condizioni meteo e di luminosità che si incontrano durante un trekking o un’escursione sono:

  • Soleggiato: caso poco frequente, a meno di non camminare in piena estate, con il lato negativo del caldo però.
  • Nuvoloso: per la mia esperienza è il caso più frequente, e si va sia dal poco nuvoloso al cielo completamente ricoperto di nuvole.
  • Pioggia: se parliamo di fotografia mi riferisco ovviamente al caso di pioggia lieve, perché se è intensa si pensa solo a camminare e non a fotografare. Questo è in effetti uno dei motivi per cui, pur non dandomi fastidio di per sé, preferisco che la pioggia non ci sia, perché mi impedisce di fare foto durante la camminata. In ogni caso se è lieve è ancora possibile fare delle foto, avendo molta cura nel farle.
  • Alba/tramonto: assistere al sorgere o al tramontare del sole da una montagna è particolarmente bello, ma riuscire a cogliere tutte le sfumature di colore del cielo in quei momenti con una fotografia è abbastanza complesso, non sapendo come fare al meglio.

Per quanto riguarda la mia esperienza, risulta sempre particolarmente complesso rendere al meglio i colori dei luoghi che sto visitando. Le foto che faccio, insomma, non rendono mai giustizia a quello che vedo, sia che si tratti di panorami, sia che si tratti di foto lungo il sentiero.
Le condizioni meteo che incontro più spesso, nuvoloso e anche pioggia, rendono complicato riuscire a fotografare in maniera degna quello che mi circonda. In questi casi sarebbe interessante sapere quale soluzioni adottare per riuscire a fare comunque delle belle foto anche in situazioni meteo e luminose così avverse.

 

I trucchi del mestiere (di Cristiano Pugno)

Controllate la posizione del sole!
Può sembrare banale, ma la vecchia regola di mettersi il sole alle spalle per fotografare (o al massimo a lato) è sempre valida anche in questo tempo di macchine tecnologiche e digitali.
Il sole alle spalle o di lato garantisce una corretta illuminazione, un ottimo dettaglio e alla fine foto migliori.

Controllate la posizione del sole! (2)
Le ore migliori per fotografare sono quelle in cui sole è relativamente basso sull’orizzonte, alba e tramonto. Per sintetizzare un concetto abbastanza semplice: “ombra corte, brutta luce; ombre lunghe buona luce”.
Ovvio che durante le escursioni si scatta senza poter scegliere l’ora in cui si arriverà in un determinato punto.
Se il sole manca, alzate un poco gli ISO (non troppo perché in una compatta il rumore digitale è sempre in agguato) e cercate di tenere la macchina più ferma possibile.
Ricordatevi di disattivare il flash, altrimenti avrete scatti bui oltre i 3 metri dalla macchina.

Usate il cavalletto
Abbiamo parlato di come un mini cavalletto possa risolvere molte situazioni fotografiche, soprattutto in condizioni di luce scarsa come il tramonto, poggiate la macchina sul cavalletto ed scattate.
Vedrete sensibili miglioramenti negli scatti.
Il cavalletto usatelo anche per le macro, dopo aver impostato l’apposita funzione sulla macchina vedrete che migliorerà molto il risultato.
Stesso discorso per le foto panoramiche, scattate diverse foto ruotando la macchina ogni volta. Poi esistono dei semplici software (anche in versione free) per unire le foto e realizzare un’unica foto panoramica.

Fotografia di Emanuela Biollo

Fotografia di Emanuela Biollo

Con poca luce
Se la luce scarseggia, oppure è proprio notte, dopo aver messo la macchina sul cavalletto disattivate il flash (di notte serve a nulla oltre i 3 mt), impostate il programma notturno (se c’è) e non schiacciate il pulsante direttamente (muovereste la fotocamera) utilizzate il telecomando se esiste oppure fare partire il timer per l’autoscatto, così la macchina scatterà senza essere mossa dalla vostra mano.

Usare il flash
La vostra macchina ha un flash incorporato, piccolino  e poco potente, cerchiamo di usarlo al meglio. Contrariamente a quanto si pensa il flash è molto più utile il giorno che la notte, attivatelo nella funzione fill-in (dovrebbe esserci) per scattare i vostri ritratti durante il giorno quando la luce di mezzogiorno vi cade perpendicolarmente sulla testa. Un leggero colpo di flash schiarirà i visi e consentirà di avere una foto correttamente esposta.

Qualche trucco
Vediamo qualche trucco del mestiere che può servire nelle situazioni escursionistiche.
Scattate sempre alla massima qualità possibile: c’è tempo a casa per ridurre le foto o gettare quelle che non servono. I pixel che mancano non li potete aggiungere dopo!
Se avete il mirino ottico usate quello e lasciate spento il display, risparmierete le pile e avrete una visione corretta dell’immagine anche in pieno sole.
Se volete fare un ritratto con lo sfondo del panorama e siete contro sole usate il flash per rischiarare il viso e fate ombra alla fotocamera con un mano o una cartina in modo che il sole non picchi sull’obbiettivo
Se sulla macchina sono  presenti funzioni accessorie come Wi-Fi o Bluetooth spegnetele, insieme al display posteriore, per risparmiare la batteria. Discorso a parte per eventuali moduli GPS che vi consentiranno di geo-localizzare le foto scattate inserendo nei meta-dati della fotografia anche le coordinate del posto in cui sono state scattate, utilissimo ma divoratore di energia per cui utilizzatelo con parsimonia.

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