Cosa portare in un’escursione

Cosa portare in escursione

Vediamo insieme cosa mettere nello zaino

Una delle prime domande che sovviene quando si decide di fare escursionismo è: cosa portare in un’escursione? Cosa mettere nello zaino? Cosa portare in montagna e cosa lasciare tranquillamente a casa? Questo articolo vuole essere il mio personale modo di rispondere a questi interrogativi, comuni a chiunque si avvicini a questo mondo per la prima volta. In questo post mi focalizzerò sulle escursioni, quindi sulle uscite di una singola giornata, senza pernottamento. Pubblicherò a breve un secondo articolo, dedicato a cosa portare in un trekking, quindi considerando l’esigenza di rimanere a dormire fuori durante l’uscita in montagna.

Le regole che ho seguito – e continuo a seguire – nel decidere cosa portare con me sono essenzialmente due:

  1. Più leggero è, meglio è
  2. Meglio avere qualcosa e non doverla usare, che averne bisogno e non averla con sé

La prima si spiega da sola. Quando si valuta un oggetto da portare con sé, conviene orientarsi sempre verso quello più leggero, per una determinata funzione. Infatti più lo zaino diventa pesante, più fatica si fa nel trasportarlo, meno ci si gode la camminata. La seconda vuole essere un modo per cautelarsi e prepararsi il più possibile a imprevisti e altre situazioni inaspettate. Occorre cercare di prevedere cosa può andare storto e trovare qualcosa che ci possa aiutare a superare l’ostacolo, fermo restando che bisogna sapere come superarlo, anche se questo è un altro discorso. 🙂

Cercherò di illustrare cosa io infilo dentro lo zaino prima di un’escursione e, se necessario, spiegare le motivazioni che mi hanno portato a quella scelta. Per maggior chiarezza l’articolo sarà diviso in sezioni a seconda della tipologia dell’attrezzatura.

ABBIGLIAMENTO

Parte essenziale dell’equipaggiamento è il vestiario. Gli scarponi ovviamente sono uno degli elementi fondamentali e vanno scelti con cura. Io includo sempre anche delle scarpe “normali”, da portare in una busta e lasciare nel cofano dell’automobile, perché trovo particolarmente scomodo guidare con gli scarponi da trekking, nonché faticoso, dopo ore e ore di camminata in montagna. Oltre a essi bisogna includere il vestiario da indossare e a seconda della stagione e della latitudine questo può essere più o meno pesante: di solito io indosso pantaloni, maglietta e pile. D’inverno anche la giacca, d’estate tolgo il pile.

Quello che però ci interessa maggiormente in questo caso è l’abbigliamento all’interno dello zaino, piuttosto che quello indossato (eventualmente si potrebbe parlare di quest’ultimo in un articolo dedicato, fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti!). Io personalmente porto un cambio completo di vestiti: calze, intimo, pantaloni, maglietta a maniche corte, maglietta a maniche lunghe, pile. Questi ultimi due elementi – maglietta a maniche lunghe e pile – li porto anche d’estate, perché non si può mai sapere. Se dovessi ritrovarmi nelle condizioni di passare la notte fuori senza averla preventivata, avere qualcosa di caldo con cui coprirmi è un buon inizio per affrontare la situazione. 😉

Tutti questi vestiti di ricambio li ripongo dentro delle sacche impermeabili, per evitare che per qualunque motivo possano bagnarsi e diventare quindi inutili. Può essere noioso stare ogni volta a mettere e togliere vestiti dalle sacche, ma meglio prevenire che curare, no? Sempre per protezione dall’acqua metto nello zaino una giacca antipioggia-antivento e le ghette. La pioggia può comparire quando meno ce lo si aspetta ed è meglio essere preparati.

Infine come accessori porto un paio di guanti e un cappellino, quest’ultimo di solito diventa parte del vestiario indossato d’estate.

IGIENE

Una piccola parte dello zaino è dedicata a strumenti di pulizia e igiene. Un piccolo asciugamano in microfibra, leggero e compatto, un flacone di gel igienizzante per mani, un pacchetto di salviette umidificate, un paio di pacchetti di fazzoletti. Inoltre alcune buste per la spazzatura, perché non bisogna curarsi solo della propria igiene, ma anche di quella della natura che ci ospita durante il cammino. 😉

ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE

Sezione che può variare estremamente da persona a persona. C’è chi si vuole cucinare il cibo sul posto, chi si porta bottiglie di vino per festeggiare l’arrivo in cima, chi si prepara pure il caffè. Io personalmente ho un approccio molto più minimalista: porto con me qualcosa da sgranocchiare per merenda – di solito cracker, frutta secca o frutta essiccata – e qualcosa di più sostanzioso per il pranzo – un panino oppure una focaccia. Tuttavia inserisco anche il mini-fornello ad alcool, nel caso in cui mi venga voglia di preparare un tè o un infuso.

Per quanto riguarda i liquidi, ho due borracce che riempio d’acqua, per un totale di 2,5 litri. È una quantità sovrabbondante nella quasi totalità delle escursioni, ma anche in questo caso, meglio averne e non usarla che il contrario. 🙂

Cosa portare in escursione

Ecco come si presenta il mio letto prima di un’escursione…

EQUIPAGGIAMENTO

A livello di equipaggiamento, in un’escursione di una singola giornata non porto molte cose. La bussola, la cartina, una matita e un righello, ovviamente, per motivi di orientamento, così come il BackTrack GPS, nel caso in cui debba ritrovare un punto in cui sono stato in precedenza, ad esempio per ritornare al punto dove ho lasciato l’auto. Agganciati all’esterno dello zaino sistemo i bastoni da trekking e, all’interno, ne ripongo gli accessori: rondelle, punte, etc.

Inserisco anche un telo occhiellato, accompagnato da cordino e picchetti: strumenti per costruire un tetto sotto cui ripararsi in caso di pioggia o per creare un vero e proprio rifugio d’emergenza.

Infine la macchina fotografica, perché è bello camminare in montagna, ma è anche bello conservarne dei ricordi al di là della propria memoria! 🙂

EMERGENZA

Ed eccoci arrivati alla sezione che più di tutte risponde alla seconda delle due “regole” citate prima. Internet è pieno di discussioni sulle emergenze e sulla sopravvivenza. Innanzitutto, io preferisco riferirmi al primo dei due termini, perché è molto più comune dover fronteggiare un’emergenza rispetto al dover sopravvivere in situazioni estreme. Il mio kit d’emergenza è ancora in fase di costruzione – appena sarà pronto non mancherò di parlarne sul blog – ma ogni volta lo porto con me in montagna: è proprio quella parte da avere sempre anche se non la si usa.

Prima di tutto occorre stabilire i limiti dell’emergenza a cui si vuole far fronte. Più ampi sono questi limiti, più grande dovrà essere il kit, più vaste dovranno essere le conoscenze per saperlo utilizzare. In ogni caso, è sempre bene avere con sé un fischietto, carta, penna e qualcosa per poter accendere un fuoco: tutti elementi necessari o per segnalare la nostra presenza ai soccorritori o per appuntarci quello che dobbiamo comunicare loro, ad esempio le nostre coordinate. Per quanto mi riguarda le emergenze considerate sono essenzialmente due:

  1. Ferite e/o infortuni
  2. Dover passare una notte fuori senza averla preventivata

Per il primo caso ho costituito un piccolo kit di pronto soccorso – che analizzerò in dettaglio nel post futuro dedicato al kit di emergenza – orientato al trattamento di ferite: bende, disinfettante, garze, cerotti. Aggiungo anche dei cerotti per le vesciche, delle pinzette per la rimozione di spine, una coperta isotermica nel caso in cui l’infortunio sia più grave del previsto e sia necessario coprirmi in attesa di soccorsi.

Per il secondo caso ho acquistato un kit di emergenza che pian piano sto modificando e integrando, ma che in definitiva deve coprire le esigenze relative all’approvvigionamento dell’acqua, all’accensione di un fuoco e alla segnalazione della propria posizione. A questo si aggiunge un sacco a pelo d’emergenza – il SOL Emergency Bivvy – per poter passare la notte al coperto e una lampada frontale, per poter avere una fonte affidabile d’illuminazione.

È comunque sempre meglio avere più oggetti destinati allo stesso uso, per migliorare l’affidabilità e ridurre al minimo il rischio di imprevisti.

Questo è quanto! 🙂 Sembra che le due “regole” iniziali vadano in contrasto fra di loro, dato che una tende al minimalismo e l’altra all’opposto. In realtà la leggerezza la valuto solo dopo aver deciso di inserire un oggetto per una specifica funzione, e questo vale tanto per l’equipaggiamento ordinario quanto per quello d’emergenza. Quindi è meglio che quell’oggetto sia il più leggero possibile. Mi rendo conto che in questa maniera il mio zaino a ogni escursione contiene parecchio materiale, quasi del tutto inutilizzato. Per fortuna, però, perché è quasi tutto legato a scenari in cui qualcosa va storto: dover cambiare vestiti, ferirsi, dover passare la notte fuori. Se devo essere onesto, è preferibile sapere che quel peso è inutilizzato per un motivo, ovvero che tutto sta andando bene. 😉

E voi? Cosa portate in escursione? Cosa mettete nello zaino?

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8 thoughts on “Cosa portare in un’escursione

  1. Molto chiaro e razionale e noto che non si discosta particolarmente da quella che è la mia dotazione… mi mancano le ghette che è un acquisto che ho sempre procrastinato mentre per causa della mia formazione di soccorritore della croce rossa, il kit medico comprende anche garza adesiva peha-taft e soluzione sterile per pulire e disinfettare

    • Alla fine quello che può servire non varia molto, il resto è solo legato a gusti personali. 🙂
      Le ghette non sono fondamentali finché non inizia a piovere molto, ma quando succede averle può essere molto molto comodo, specie se si attraversano terreni erbosi.
      Sul kit medico, meglio in più che in meno, a patto che ovviamente si sappia usare tutto. Per me quindi, che sono un completo ignorante in materia (ma prima o poi mi iscrivo a qualche corso di pronto soccorso), il kit è abbastanza piccolo. XD

  2. Cavolo, io vado molto spesso in montagna a far trekking, però quando leggo i tuoi articoli mi sento un po’ uno “sbarbo”.
    Più che altro per quanto riguarda la sicurezza.
    Io porto giusto un pacco di cerotti e delle bustine di Oki hahaha 😀
    Cammino quasi sempre nella mia valle, che conosco come le mie tasche, ma non per questo devo prendere la sicurezza sottogamba.
    Grazie per il consiglio 😉

    P.S: hai voglia di fare una recensione dettagliata del BackTrack GPS? Mai usato in vita mia, se si esclude il GPS dello Smartphone 😦

    • Non ti preoccupare, neanche io ho sempre portato tutta questa roba, ma ho maturato l’esigenza di portarla pian piano. Quindi non è mai troppo tardi. 🙂

      La recensione del Backtrack è già messa in conto, e mi fa piacere che ci sia interesse a riguardo! Quindi la farò di sicuro. 🙂 In breve comunque lo trovo un buon compromesso, non si rinuncia alla possibilità di avere un oggetto capace di riportarci indietro in caso di necessità, senza rinunciare ai metodi classici di orientamento (mappa e bussola) come si farebbe se ci si affidasse a un GPS completo come quelli che fanno da navigatore.

  3. Molto utile ma mi permetto di semplificare la vita portando esperienze “meno escursionistiche”

    Abbigliamento – con l’abbigliamento corretto, non c’è bisogno di avere abbigliamento di ricambio. Il ricambio esiste solo dove esiste l’errore di vestiario. Unico “ricambio” per guanti e terminali termici che se bagnati possono fare danni.
    Orientamento – o bussola e cartina e altimetro o GPS cartografico; avere entrambi significa non essere padroni dell’uso di nessuno dei due sistemi 😉 i GPS backtrace di una volta si possono buttare tutti nel rusco che si fa prima senza.
    Igiene – tutta roba inutile.. unica cosa sensata, uno spazzolino da denti ma non serve il dentifricio.
    Telo occhiellato – 100% inutile.. con una mantella risolvi allo stesso modo
    Borraccia – tranne quando la temperatura si mantiene costantemente al di sotto dello “0” la migliore borraccia che esista è una PET 75 Cl acquistabile al supermercato già piena d’acqua al costo di 0,65€ .. non si rompe, non si apre, non perde e anzi man mano che la bevi si deforma liberando volume nello zaino 😉 alternativa più costosa il camel Back che però ha lo stesso limite termico della borraccina di plastica.. se siete invece dei fan del freddo le opzioni sono: camel back con tubo lasciato sotto all’ascella oppure termos.
    Emergenza – Kit pronto soccorso piccolino è più che sufficiente + telo termico STOP non serve altro. Anche perchè si parla di “gite da un giorno” e quindi non esplorazioni senza punti di appoggio in terre sconosciute…

    • Ciao e benvenuto sul blog! 🙂

      Sull’orientamento, io sono del gruppo “bussola + cartina”, infatti non ho nessun GPS cartografico. E, credo, non lo comprerò mai. 🙂
      Il telo occhiellato è lì nel caso della notte fuori non prevista, semplicemente per creare un tetto sopra la testa. In caso di semplice pioggia mentre cammino, c’è la giacca antipioggia.
      Infine, è vero che sono solo “gite di un giorno”, ma per imprevisti o simili possono diventare “gite da un giorno e una notte”, per questo ho incluso degli elementi che normalmente non si usano assolutamente.
      Ovviamente si può avere un approccio più minimalista del mio, come hai fatto giustamente notare, e di certo in quel caso ci si godrà meglio il cammino, avendo meno peso sulle spalle! 😀

  4. Pingback: Cosa portare in un trekking – Un passo alla volta

  5. Ottimi suggerimenti, pratici ed utili. Mi permetto solo di aggiungere una cosa: la crema solare: il “coppino” fa male se abbrustolito 🙂

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