Cosa portare in un trekking

Cosa portare in trekking

Lo zaino riempito per un trekking

Abbiamo parlato, la scorsa settimana, di cosa portare in escursione. Oggi andiamo ad affrontare il secondo aspetto legato alla preparazione di un’uscita, ovvero il caso di un percorso di più giornate, che preveda quindi di dormire fuori. Per chi non l’avesse ancora fatto, consiglio di leggere l’articolo che ho linkato poco sopra sul caso delle escursioni giornaliere, dal momento che la base di partenza per questo post sarà proprio ciò che c’è scritto nel precedente.
Fatto? Bene. 🙂
Dunque, cosa portare in un trekking? Lo zaino dovrà contenere necessariamente più equipaggiamento, quindi sarà maggiore la sua capienza, e il peso complessivo sarà superiore. L’importanza di scegliere oggetti leggeri e di guadagnare il più possibile in termini di leggerezza è dunque ancora maggiore rispetto al caso dell’uscita giornaliera. D’altra parte ci sono diversi possibili approcci a un trekking, a seconda del punto di arrivo della tappa, quindi del luogo in cui si decide di dormire. Si possono verificare diversi casi:

  1. Fine tappa all’aperto
  2. Fine tappa in un rifugio
  3. Fine tappa in un centro abitato

A seconda dei casi, cambierà sostanzialmente la parte di equipaggiamento dedicata alla notte, con considerevoli riduzioni o aumenti di peso. Vediamo comunque nel dettaglio tutte le attrezzature, così come fatto nel precedente articolo.

ABBIGLIAMENTO

La questione del vestiario di ricambio diventa ovviamente fondamentale nel trekking. All’interno dello zaino si dovranno mettere vestiti anche per i giorni successivi di cammino, oltre al primo. La quantità di ricambi dipende dalla disponibilità di acqua lungo il percorso o nei posti tappa. Si possono quindi adottare due approcci: o si portano i ricambi per ogni giornata, accumulando la roba sporca in apposite buste, oppure si portano meno vestiti contando sul fatto di poterli lavare e asciugare lungo il cammino. Nel primo caso, ovviamente, il peso sarà maggiore del secondo, ma questo ci farà risparmiare tempo durante la giornata, non dovendoci occupare del bucato.

Vi è poi da considerare il vestiario per la notte. Di solito una maglietta semplice e un paio di pantaloni sono ciò che considero pigiama nei trekking. 🙂 Bisogna poi includere delle scarpe da riposo, da sostituire agli scarponi durante la sosta. In questo modo si darà modo al piede di riposare. Possono essere sandali, scarpe leggere o ciabatte, a seconda della tipologia di trekking che si sta affrontando.

IGIENE

Sull’igiene in montagna ci sono diverse scuole di pensiero, ma per quanto mi riguarda portarsi qualcosa appresso per potersi lavare è importante. L’igiene però non riguarda solo la nostra persona, ma anche il nostro abbigliamento, se dobbiamo lavarlo durante il tragitto, e le stoviglie sporcate durante i pasti. Ci vuole quindi del sapone e una spugna. Io consiglio di grattugiare sapone di marsiglia e riporlo semplicemente in una bustina nella quantità necessaria – solitamente poca – per coprire tutte le nostre esigenze. In questo modo si risparmia considerevolmente nel volume occupato e nel peso. Se dobbiamo lavare vestiario o stoviglie, può essere utile avere delle mollette, per appendere la roba ad asciugare sullo zaino mentre camminiamo, e anche un contenitore pieghevole per l’acqua. Io uso un catino della Sea to Summit, e finora mi ci sono trovato molto bene.

La questione igiene si completa quindi con lo spazzolino, meglio se di quelli da viaggio che occupano poco spazio, e l’accoppiata formata da protezione solare e burrocacao, utili specie quando c’è molto sole. Se le tappe si concludono in rifugio o in un centro abitato, ci sarà sicuramente la possibilità di fare una doccia, quindi serviranno prodotti appositi. Per risparmiare peso è di certo preferibile usare prodotti 2 in 1.

Cosa portare in trekking

Alcune delle cose da portare in un trekking

ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE

In questo caso la tipologia di posto tappa diventa fondamentale per organizzare i rifornimenti di cibo e acqua. Nel caso in cui si arrivi in un rifugio o in un centro abitato, infatti, non ci si dovrà preoccupare particolarmente di questi aspetti, in quanto potranno essere facilmente soddisfatti o reintegrati alla fine della giornata. Ci si dovrà limitare a portare degli alimenti per fare piccole merende, come frutta secca o essiccata, oppure barrette. I due pasti principali infatti possono essere facilmente coperti dal posto tappa, dato che spesso i rifugi forniscono oltre alla cena anche il pranzo al sacco per il giorno successivo e i centri abitati dispongono di supermercati. Stesso discorso per quanto riguarda l’acqua: si dovrà pensare solo al fabbisogno giornaliero, consapevoli di poter riempire le borracce – o qualunque altro sistema di idratazione si usi – alla fine della tappa.

Diverso è il discorso per un trekking completamente all’aperto. In questo caso occorre valutare in maniera precisa la presenza di fonti d’acqua lungo il percorso, non solo per decidere dove pernottare, ma anche per decidere dove fermarsi per il pranzo. Dovendo infatti cucinare da sé i pasti, bisognerà portare una gavetta e delle posate, il fornello e il suo combustibile, e il cibo da preparare. Tutto questo richiede la presenza di acqua per cucinare o per pulire le stoviglie. Io uso un fornello ad alcool autocostruito e il cibo che di solito porto con me in questi casi è costituito dalle classiche buste di rapida cottura che si possono trovare in qualunque supermercato e che necessitano solamente di far bollire dell’acqua. Risotti, zuppe e cous cous, principalmente. Esistono delle buste specifiche di cibo pensato per l’outdoor, utili per versarci direttamente l’acqua bollente e lasciare che la cottura avvenga dentro la busta stessa, ma non ho mai avuto modo di provarle, quindi le cito solo per dovere di cronaca. 🙂

EQUIPAGGIAMENTO

Eccoci arrivati al punto cruciale della preparazione di un trekking. Oltre all’equipaggiamento già citato nell’articolo sulle escursioni giornaliere, qui si deve aggiungere il necessario per la notte. Innanzitutto è fondamentale portare con sé una fonte di luce primaria come la torcia frontale, per poter avere le mani libere, con annesse batterie di riserva. Eventualmente può essere utile avere delle fonti di luce secondarie, nel caso in cui la frontale smetta di funzionare. Per quanto riguarda invece il pernottamento, tutto dipende dal punto tappa. Se ci troviamo in un rifugio o in un centro abitato, ciò che dobbiamo mettere nello zaino non è altro che un semplice sacco lenzuolo. Nel caso in cui in rifugio si sia in camerate comuni, consiglio di portare dei tappi per le orecchie. Durante l’Alta Via delle Alpi Apuane io non li avevo e me ne sono pentito amaramente.

Diverso il discorso nel caso di pernottamento all’aperto. Esistono, come sempre, tantissime scuole di pensiero, tra chi usa l’amaca e il telo, chi si sdraia direttamente sul terreno, chi preferisce la classica tenda. Io sono di quest’ultima scuola, dato che affido la mia notte all’aperto al tradizionale trio composto da tenda, materassino e sacco a pelo. Questi ultimi due li porto anche nei casi in cui la tappa sia in una struttura chiusa, ma non un vero e proprio rifugio dotato di posti letto. Sicuramente tenda, materassino e sacco a pelo sono piuttosto voluminosi, ingombranti e pesanti, ma dato che la notte è fondamentale per recuperare le energie spese durante la giornata, è importante trovare il proprio comfort e raggiungerlo con tutto ciò che serve. È per questo che esistono così tante scuole di pensiero a riguardo, il comfort varia tantissimo da persona a persona. 🙂

EMERGENZA

A differenza delle escursioni, in cui valuto la possibilità di dover passare una notte fuori senza averla prevista, nel trekking si ha già quanto serve per poter trascorrere la notte, quindi la sezione dedicata alle emergenze si riduce essenzialmente al kit di pronto soccorso, alla coperta isotermica, al fischietto e alle altre attrezzature per segnalare, se necessario, la propria presenza. Può essere utile aggiungere al kit di pronto soccorso dei medicinali capaci di coprire diverse casistiche, in modo da cautelarsi da dolori o malanni improvvisi.

Questo è quanto! 🙂 Ora che sappiamo cosa portare nelle uscite in montagna, non resta che scoprire come riporre gli oggetti dentro lo zaino. Questo sarà sicuramente il tema di un successivo articolo. Per adesso, invece, la parola spetta a voi.

Cosa portate in un trekking? Cosa mettete nello zaino quando sapete di dover dormire fuori?

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One thought on “Cosa portare in un trekking

  1. Pingback: Cosa portare in un’escursione – Un passo alla volta

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