Meglio soli o male accompagnati?

Trekking da soli

Fonte: Pixabay

Siamo su un blog dedicato al trekking e all’escursionismo, quindi a tutti noi piace andare in montagna, camminare, sistemarci su una roccia a osservare il panorama, piantare la tenda per dormire sotto il cielo stellato. Su questi aspetti non c’è alcun dubbio. Iniziano a sorgere le differenze se si va ad analizzare come ci approcciamo a queste attività. Da soli? In gruppo? E se siamo in gruppo, questo è piccolo o grande? Composto da persone fidate, da contatti con cui si condivide solo l’aspetto escursionistico o con completi sconosciuti? Le possibili combinazioni sono tante, ma di base rimane l’interesse e la passione per l’escursionismo. Tuttavia è importante valutare davvero bene come andare in montagna e in particolare con chi. Sia perché da questo dipende anche il tema della sicurezza, sia perché la stessa esperienza ne verrà profondamente influenzata.

Personalmente vado in escursione assieme alla mia fidanzata, che è, dunque, anche la mia fidata compagna di avventure. Non sono mai andato in escursione completamente per conto mio e solo in un caso ho fatto parte di un gruppo numeroso e organizzato, ma di quell’occasione non conservo un ricordo particolarmente bello. In generale quindi, la prima situazione che si può venire a creare è quella dell’escursionista autonomo, che pianifica, organizza e intraprende le camminate da sé, eventualmente assieme a poche persone fidate, con cui condivide l’esperienza. L’escursionismo in solitaria può essere affascinante, ma per il mio modesto parere è consigliabile essere almeno in due, per motivi di sicurezza. 🙂

Vi è poi il variegato mondo delle escursioni guidate. Affidarsi a una guida è utile per chi non vuole studiare i percorsi o per chi non è in grado di farlo, oppure per chi vuole conoscere meglio il territorio, le sue caratteristiche peculiari e le particolarità che solo un professionista è capace di trasmettere. La parola d’ordine è, appunto, professionista. Se ci si affida a una guida è importante – anzi, fondamentale – prendere contatto con chi è riconosciuta come tale, in maniera univoca e ufficiale. Le terminologie corrette sono “Guida alpina“, “Accompagnatore di media montagna” o “Guida ambientale escursionistica” (GAE). Ogni regione ha leggi specifiche sulle professioni legate al turismo, quindi le denominazioni potrebbero ulteriormente variare. In ogni caso quando si valuta una guida bisognerebbe controllare le sue referenze, per verificare che si tratti effettivamente di un professionista, verificare le recensioni e i commenti dei clienti che ha già accompagnato, osservare i suoi riferimenti sul web, tra cui i social network, mezzo sempre più importante anche dal punto di vista professionale.

Trekking guidati

Fonte: Pixabay

Effettuando queste operazioni ci si potrà rendere conto se la persona in questione è davvero una guida affidabile e seria. In alternativa si può cercare un’associazione a cui iscriversi e partecipare alle escursioni sociali. Il CAI, con le sue suddivisioni provinciali, è sicuramente l’associazione più nazional-popolare, ma il territorio è pieno di medio-piccole associazioni di appassionati che mettono in comune le proprie esperienze e materiali per andare in escursione tutti insieme. L’idea è quella di condividere, quindi di solito la base di partenza è l’operare senza fini di lucro, dato che quell’aspetto compete, ovviamente, a chi è un professionista.

Tuttavia spesso ci si imbatte in persone sospette, sedicenti guide che non risultano iscritte a nessun registro, né nazionale né regionale, figure che sfruttano la poca trasparenza del settore a loro vantaggio, giocando sull’ignoranza dei potenziali clienti, a cui non vengono messi a disposizione gli strumenti per riconoscere le guide e le associazioni di cui potersi fidare. È facile smascherare comportamenti truffaldini, se ad esempio nell’attività dell’associazione o del gruppo vi sono richieste di pagamento, le quali possono nascondere un fine di lucro. Se si tratta di una “guida”, è facile controllare se ciò che afferma è vero o falso. Io credo sia importante, inoltre, segnalare queste persone, in modo che il passaparola virtuale renda maggiormente consapevoli quelli che potrebbero essere i futuri potenziali clienti, rendendoli più capaci di riconoscere le figure a cui affidarsi.

In definitiva, l’informazione e la trasparenza sono, come sempre, fondamentali. E se vogliamo andare in montagna, è meglio soli oppure bene accompagnati. 🙂

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12 thoughts on “Meglio soli o male accompagnati?

  1. Ciao.

    In realtà i titoli ufficiali di chi accompagna in montagna sono, secondo la legge 6 del ’94:

    la “guida alpina” per quanto riguarda la montagna nel suo aspetto tecnico
    “l’accompagnatore di media montagna” per quanto riguarda la montagna nel suo aspetto culturale

    La legge stabilisce anche l’iter formativo che le due figure devono assolvere.

    Poi ci sono tante altre figure tra le quali le GAE e analoghe.

    Buone camminate

    Paolo

  2. Complimenti a Gianluca per il post, ineccepibile e pienamente condivisibile.
    Volevo specificare che l’anno di riferimento corretto della legge citata da Paolo è il 1989 e non il 1994. Che va citata infatti come legge 6/89.
    Da riportare nella sua interezza però, comprese le sentenze inappellabili della Corte Costituzionale come la 459/2005 che ha sancito le differenze e la coesistenza tra la figura degli Accompagnatori di Media Montagna (AMM) e le Guide Ambientali Escursionistiche (GAE, in alcune regioni chiamate Guide Naturalistiche).
    Le GAE sono poi comprese in una legge nazionale che è la 4/2013 sulle professioni non ordinistiche,

  3. Complimenti Gianluca per il post che spiega chiaramente che ci sono diverse figure professionali abilitate ad accompagnare in natura ma con profili diversi. La bellezza del nostro Paese è attribuibile proprio alle grandi differenze ambientali che lo caratterizzano…non solo montagne. Non credo che un AMM si cimenti nell’accompnamento costiero o nello snorkeling…o ancora nella didattica ambientale. Le GAE affrontano diversi ambiti con una preparazione escursionistica e culturale. Si tratta di competenze diverse e integrabili.

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