Recensione del GPS Bushnell BackTrack D-Tour

Ho ricevuto diverse richieste da parte di voi lettori per una recensione del GPS Bushnell BackTrack D-Tour. Dopo alcuni usi e test sul campo, posso finalmente spendere qualche parola per parlare di questo strumento. Per cominciare è fondamentale chiarire cosa non è questo oggetto: non è un GPS completo, non è, pertanto, un navigatore, non dispone di mappe, non si possono caricare tracce da seguire, né effettuare tutte quelle operazioni legate all’utilizzo della tecnologia GPS come strumento di navigazione e orientamento. Per questi motivi non ha senso cercare di paragonare un GPS completo con questo Bushnell, perché vogliono coprire fette di mercato differenti, legate a esigenze diverse. La funzione principale risiede nel nome stesso: “BackTrack” indica la possibilità di tornare indietro a un punto stabilito, dopo averne salvato in memoria le coordinate. Io decisi di acquistare questo oggetto proprio per questa particolarità, per non dover spendere soldi in più per un GPS completo verso il quale non nutro particolare interesse al momento, ma concedendomi la possibilità di avere un aiuto valido in caso di necessità. 😉

Il BackTrack viene venduto in una confezione contenente un cavo USB per il collegamento al computer e un libretto di istruzioni. Misura 8.5 x 5.5 cm e pesa 80 grammi, per il funzionamento richiede tre batterie del tipo AAA. Rispetto alle versioni base della Bushnell, questo modello D-Tour è caratterizzato da funzionalità ulteriori:

  • Un totale di 5 posizioni per il salvataggio delle località
  • Altimetro e termometro
  • Bussola digitale e visualizzazione coordinate
  • Memorizzazione dell’itinerario percorso
Navigazione fino a un punto noto

Navigazione fino a un punto noto

Per quanto riguarda l’utilizzo primario di questo strumento, ovvero il rientro a una località nota, la qualità mi è sembrata piuttosto buona. Ogni posizione di salvataggio è caratterizzata da un’icona specifica e quando si memorizza il luogo, lo schermo sarà come quello mostrato nella fotografia a inizio articolo. In seguito, nel malaugurato caso in cui ci si fosse persi, è possibile richiamare la posizione desiderata e lo strumento indicherà la direzione da seguire per tornarci, con la distanza progressiva che ci separa. La precisione è buona, in tutte le prove che ho effettuato lo strumento è stato capace di riportarmi al luogo desiderato. Si hanno a disposizione cinque punti di interesse da salvare, quindi un’escursione di media lunghezza può essere facilmente coperta per tutta la sua estensione tramite i punti più importanti, in modo da avere un aiuto in caso di emergenza. Ovviamente qualcuno potrà obiettare che cinque punti di salvataggio sono pochi, a confronto di ciò che un GPS completo può offrire, ma io reputo che siano più che sufficienti per quel che invece questo Bushnell vuole trasmettere e per l’uso per cui è stato pensato.

Molto meno preciso, invece, è l’altimetro presente in questo GPS. Ogni volta si presenta un errore variabile tra i 60 e i 70 metri, nell’indicazione dell’altitudine. Decisamente uno strumento su cui non fare affidamento, vista la sistematicità con cui l’errore si presenta e la variabilità dello stesso. Meno critici, invece, gli indicatori di temperatura, la bussola digitale – da tarare dopo l’acquisto – e le coordinate. Sono, tuttavia, elementi che ho utilizzato poco, visto che per queste informazioni mi rivolgo altrove.

Il software della Bushnell

Il software della Bushnell

Infine il BackTrack D-Tour può, consumando discretamente le batterie, memorizzare l’intero itinerario percorso, in modo da visualizzarlo al computer mediante un programma dedicato. Diventa così possibile controllare i dati medi di velocità, l’andamento dell’altitudine, la lunghezza percorsa e quant’altro. La precisione nel riportare il percorso è buona, ma il grosso difetto di questo software è l’impossibilità di esportare la traccia, eccezion fatta per la condivisione su Facebook. Non è possibile, quindi, fornire la traccia a un’altra persona in modo che possa usarla a sua volta in un GPS navigatore. Il software della Bushnell diventa quindi essenzialmente un archivio personale, utile solo a fini statistici.

Sono rimasto quindi un po’ deluso dalla scarsa affidabilità delle funzioni accessorie e dall’impossibilità di esportare le tracce dal software, ma allo stesso tempo sono completamente soddisfatto per quanto riguarda l’uso primario per cui ho comprato questo strumento, ovvero il poter tornare a una posizione conosciuta. Probabilmente, tornando indietro, valuterei l’acquisto della versione base, il BackTrack G2, dedicato alla sola funzione di “backtracking”, con tre possibili slot di salvataggio.

Comunque, se siete interessati al D-Tour, lo si può trovare anche su Amazon.

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One thought on “Recensione del GPS Bushnell BackTrack D-Tour

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