Come iniziare a fare escursioni

Come iniziare a fare escursioni

Fonte: Pixabay

Quando si parla di escursionismo e camminate in mezzo alla natura, specie in territori montani, chi non fa parte di questo mondo reagisce in maniera tale da far intendere, a chi invece bazzica questo ambiente, che si stia parlando di qualcosa di estremamente complesso. Certo, senza dubbio fare escursioni è un’attività più avventurosa di guardare un film sul divano, ma esistono pratiche, anche limitandoci all’ambito outdoor, molto più avventurose di quanto lo sia l’escursionismo. In realtà, pur apparendo come un hobby dispendioso, difficile e complicato, l’escursionismo è relativamente semplice, ed è altrettanto semplice iniziare a praticarlo. Io stesso, agli inizi del mio percorso come escursionista, ho assunto un approccio che ne sovrastimava la complessità. Desideravo un manuale capace di spiegarmi cosa fare e come muovermi, tutto in una volta, come se potesse davvero esistere un libretto di istruzioni per un’attività come questa. Avevo anche iniziato a seguire un corso gratuito di base, rendendomi presto conto che in realtà non mi stava trasmettendo nulla. Questo perché a dirla proprio tutta il modo migliore per iniziare a camminare è iniziare a camminare.

Come, però? Diamo per scontato di non unirsi a gruppi o associazioni, ma di voler quindi iniziare quest’attività in completa autonomia. Come fare? La conoscenza è a portata di click, nel mondo di Internet, e come si possono leggere i consigli contenuti in questo articolo, se ne possono leggere a decine in altri siti, blog e forum. Allora il mondo dell’escursionismo e del trekking potrebbe davvero apparire come vasto e sconfinato, a giudicare dai tantissimi argomenti di discussione e dalle innumerevoli attrezzature citate qua e là. Per chi vuole iniziare però, è sufficiente focalizzarsi solamente su alcuni aspetti fondamentali, lasciando al futuro e alla propria curiosità l’approfondimento delle varie tematiche. L’interesse per le camminate farà nascere il desiderio di saperne di più, ma tutto questo arriva successivamente. Per iniziare basta pensare a tre cose: cosa portarsi dietro, dove andare a camminare, come comportarsi sul campo.

Come iniziare a fare escursioni

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Come dicevo, su Internet esistono innumerevoli elenchi di equipaggiamento consigliato per le escursioni. Liste su liste, di lunghezze diverse, sviluppate da persone con esigenze, capacità ed esperienze diverse. Impossibile orientarsi in uno scenario del genere. Io credo che, agli inizi, sia sufficiente porre la propria attenzione su un solo elemento: gli scarponi. Andare per monti o per colli con le calzature adatte consente di godersi al meglio il viaggio e il panorama, invece utilizzare scarpe non adeguate non farà altro che rovinare l’esperienza e porterà a giudicare negativamente un’attività del tutto positiva. Gli scarponi sono fondamentali ed è di certo il primo investimento da fare se si vuole iniziare a camminare nella natura. Devono essere robusti, capaci di proteggere la caviglia, impermeabili e con la suola resistente. Ci vuole, ovviamente, uno zaino, ma agli inizi non è necessario dotarsi di un prodotto tecnico pensato proprio per l’escursionismo. Per cominciare può andare bene qualunque zaino: ci sarà tempo in futuro, se si è decisi a proseguire con le camminate, per comprarne uno apposito. Nello zaino come dotazione base suggerirei di portare una buona scorta d’acqua, del cibo, qualcosa con cui ripararsi dalla pioggia, un cambio almeno per le calze, qualcosa con cui coprirsi in caso di freddo, un telefono. E ovviamente una macchina fotografica!

Per scegliere dove andare a camminare bisogna familiarizzare con le schede tecniche dei sentieri escursionistici. Imparare le differenze tra i vari gradi di difficoltà, in modo da iniziare da quelli più bassi. Scegliere sentieri ben segnalati, da segnavia sul terreno e magari anche da cartelli progressivi lungo il percorso. I dati più importanti da verificare sono il tempo di percorrenza e il dislivello in salita. La lunghezza non è davvero un elemento necessario, dato che non fornisce un’indicazione effettiva delle difficoltà che si incontreranno a livello fisico. Ho notato che molte persone fuori dal mondo dell’escursionismo chiedono sempre informazioni sulla lunghezza del percorso, ma questa non è davvero importante da sapere. Se si vogliono avere informazioni su quanto sarà difficile e faticoso il percorso solo l’accoppiata tempo e dislivello potrà fornirle. Per iniziare, ovviamente, è meglio scegliere percorsi di breve durata con dislivello ridotto. Ad esempio sentieri con dislivelli in salita inferiori ai 300-400 metri sono adatti per capire se questo tipo di attività fa al caso nostro oppure no. Se non si riescono a trovare informazioni sui sentieri della zona di interesse cercando su Internet, si può acquistare un libro oppure una cartina che riporti i percorsi presenti sul territorio. Le possibilità da questo punto di vista sono numerose, l’importante è non voler fare tanto fin da subito, sovrastimando le proprie capacità o sottostimando le difficoltà del percorso. Meglio iniziare con tracciati semplici, ci sarà sempre tempo per affrontare avventure più impegnative!

Come iniziare a fare escursioni

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Quando si cammina sul campo è importante comportarsi in maniera adeguata. Rispettare la natura, il silenzio, i luoghi che si incontrano. Il buon senso è il nostro migliore amico, mentre si cammina. Evitiamo di andare fuori dal sentiero, seguiamo scrupolosamente i segnavia e, se siamo nel dubbio, meglio tornare indietro e rinunciare che intestardirsi per trovare la via, perdendo ancora di più l’orientamento. Finché non si sarà in grado di usare bussola e cartina oppure il GPS, è meglio non avventurarsi alla cieca per capire dove il sentiero prosegue, se i segnavia non dovessero essere più visibili. Allo stesso modo se ci si sente stanchi è meglio tornare indietro, piuttosto che dover raggiungere a tutti i costi la meta del tracciato. Se seguiamo il nostro buon senso sarà più difficile trovarsi nella brutta situazione di dover chiamare i soccorsi perché ci siamo persi o perché siamo in difficoltà.

Questo nel mio piccolo credo sia il minimo indispensabile per cominciare a fare escursioni. La base per poter godere della natura che ci circonda e sentire se siamo adatti a questo mondo. Camminando poi ne vorremo sapere di più, e solo camminando capiremo come camminare meglio.

P.S.: Questo articolo è stato scritto originariamente come guest-post per il blog in inglese A Walk in Nizza, gestito da Davide Mana.

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  1. Pingback: Il GPS e la responsabilità – Un passo alla volta

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