Il GPS e la responsabilità

GPS e cartina

Fonte: Pixabay

Uno dei temi più caldi nel mondo outdoor è di sicuro quello dell’uso del GPS per le escursioni. Utilizzare un dispositivo elettronico, legato alla ricezione di un segnale e all’autonomia delle batterie, per navigare nei boschi, sui sentieri, verso le cime che ci interessano. Questo articolo non vuole assolutamente essere parte dei soliti discorsi che confrontano il GPS con l’utilizzo di bussola e cartina. Io non sono contrario alla tecnologia. Del resto sto scrivendo su un blog, mediante un portatile, e mi sto rivolgendo a voi, che mi state leggendo su computer, tablet, smartphone. La tecnologia è ok, la tecnologia aiuta. Da laureato in ingegneria, sarebbe anche strano se non la pensassi così.
Premetto che io non uso il GPS durante le escursioni, per il semplice motivo che non lo possiedo. Mi è stato suggerito più volte, ma ancora non l’ho acquistato. Ho il BackTrack, ma in fin dei conti è un oggetto piuttosto diverso. Quando si parla di GPS ci si riferisce infatti alla possibilità di seguire tracce già caricate, di salvare innumerevoli punti di interesse, di poter insomma orientarsi all’interno del territorio con un sistema satellitare.

È di sicuro uno strumento molto utile, capace di semplificare molto la vita all’escursionista. Proprio per questa sua peculiarità, però, va accompagnato a un forte senso di responsabilità. Per una persona che deve sapere come iniziare con le escursioni, l’utilizzo del GPS potrebbe risultare addirittura controproducente. Pensiamo ad esempio al sito Wikiloc, database in cui si possono controllare e scaricare tracce GPS per qualsiasi attività in qualsiasi parte del mondo. Un sito di scambi di tracce, tra utenti comuni, tra semplici appassionati messi tutti allo stesso livello. Un portale utilissimo, al punto che lo uso anche io che non possiedo un GPS, perché già solo controllare il tracciato sulla mappa può fornire utili indicazioni in fase di preparazione di un’escursione. Con un sito del genere si ha a disposizione tantissimo materiale a cui attingere, innumerevoli possibilità di escursioni in montagna, a portata di click. Un click e si può iniziare a camminare, ma in realtà un click non basta, non è sufficiente per poter iniziare a fare escursioni. È importante ricordare che uno strumento da solo non è niente, se non lo si sa usare o se non lo si sa contestualizzare.

GPS per trekking

Fonte: Pixabay

Per questo motivo reputo rischioso consigliare a una persona a digiuno di escursionismo di affidarsi al GPS come primo approccio al mondo della montagna. Il pericolo è quello di creare escursionisti inconsapevoli, che ritengono di essere al sicuro per il semplice fatto di aver scaricato una traccia da Internet, senza poi effettivamente sapere come sarà il sentiero, come si sviluppa il percorso, com’è lo stato del territorio, se ci sono punti critici o difficoltà particolari. Non c’è certezza su quello che si va a scaricare, potrebbe anche darsi che il sentiero a cui quella traccia si riferisce sia completamente privo di segnaletica, e di sicuro questo non è un aspetto consigliabile per un escursionista inesperto. La traccia GPS è di sicuro un buon aiuto, ma non può essere l’unica fonte a cui attingere, e questo aspetto credo sia condiviso da chiunque, tanto da chi lo utilizza quanto da chi lo disprezza (e io non mi trovo in nessuna di queste due categorie). Il GPS non può essere il punto di partenza di un escursionista inesperto, specie se viene fatto passare il messaggio che basta scaricare una traccia per poter affrontare un sentiero. Fare escursioni è un’attività a cui prestare la dovuta attenzione, a cui anteporre una fase di studio e ricerca per potere sapere quanto più possibile sul sentiero che si andrà ad affrontare, per limitare al minimo le sorprese, che potrebbero essere anche piuttosto brutte. Per iniziare occorre imparare a “leggere” un sentiero, ancora prima di porvi il primo passo.

Sarebbe corretto, dunque, mettere in prospettiva l’utilizzo del GPS per le escursioni, già da parte di chi cammina in montagna da tempo, in modo da non indicarlo come consiglio iniziale a chi si affaccia per la prima volta in questo mondo così vasto e complesso. Voi cosa ne pensate? Percepite un rischio nel consigliare l’uso del GPS a chi non ha mai fatto escursioni prima? Fatemelo sapere nei commenti!

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