Il mio kit di emergenza

Kit di emergenza

Kit di emergenza

Quando andiamo in montagna solitamente va sempre tutto bene. Camminiamo, scattiamo fotografie, respiriamo l’aria pura, godiamo del silenzio della natura. La maggior parte delle volte, per fortuna, tutto filerà liscio, ma questo non implica avere la certezza che sarà sempre così. Può capitare che qualcosa vada storto. Ecco, oggi voglio parlare proprio di questo. Chi va in montagna sa bene come la preparazione sia un fattore fondamentale. È importante visualizzare i casi estremi a cui si potrebbe andare incontro facendo escursionismo e studiare un modo per agire nel malaugurato caso in cui ci capiti qualcosa. Occorre prevedere gli imprevisti, insomma. Quindi in questo articolo cercherò di illustrare quello che è il mio kit di emergenza per la montagna, indicando quali attrezzature ne fanno parte e i processi mentali che mi hanno portato a scegliere questi particolari prodotti.

Il tema della sopravvivenza è ampiamente discusso su Internet, se fate una piccola ricerca con Google si trova davvero di tutto, letteralmente. Innanzitutto io voglio precisare che parlerò del concetto di emergenza e non di quello di sopravvivenza, perché ritengo che nell’ambito dell’escursionismo montano in Italia sia più corretto parlare del primo piuttosto che del secondo. Viviamo in un territorio ampiamente urbanizzato, per cui è più probabile dover far fronte a degli imprevisti di portata ridotta, anziché ritrovarsi davvero nelle reali condizioni di dover sopravvivere. Se vogliamo dirla tutta, questi potrebbero essere considerati solo dettagli, sfumature di significato di poco conto, ma secondo me è importante porre dei paletti a ciò che si vuole affrontare.

Infatti il primo passo da compiere nello studiare questi argomenti è quello di circoscrivere le situazioni in cui il nostro kit deve venirci incontro. È infatti inutile – e anche impossibile – costruire un kit capace di far fronte a qualunque casistica. Anche perché il primo e più importante elemento di ogni kit è il cervello di chi lo deve utilizzare. Gli oggetti da soli fanno ben poco. Meglio focalizzarsi su poche cose, ma essere in grado di saperle usare, piuttosto che portarsi dietro un intero armadio e ottenere solo peso in più sulle spalle senza avere la capacità di farlo fruttare al momento del bisogno. Per quanto mi riguarda ho voluto considerare questi punti:

  1. Pernottamento notturno non previsto
  2. Perdita dello zaino
  3. Infortunio/ferita

Ho quindi ragionato su queste possibili situazioni, informandomi su come e con cosa avrei potuto reagire. Per questo articolo sorvolerò sull’ultimo punto della lista, dato che il kit di pronto soccorso, nonostante io lo consideri parte integrante del kit di emergenza, è così importante da meritarsi un articolo a parte che pubblicherò a breve. Considerando invece i due punti precedenti, gli studi e le valutazioni mi hanno portato al risultato che vado a illustrare tra poco. Gli aspetti su cui mi sono focalizzato nella gestione dell’emergenza sono:

  • Segnalazione/Ricerca soccorsi
  • Accensione di un fuoco
  • Raccolta dell’acqua
  • Riparo

Il kit è composto da tre pezzi: un organizer (il Maximizer EDCM Huge della Vanquest) contenente gran parte dell’equipaggiamento, una piccola boccetta contenente un secondo kit di dimensioni ridotte e un sacco a pelo d’emergenza, il SOL Emergency Bivvy. Come si può intuire, quest’ultimo elemento risulta fondamentale nel caso in cui ci si ritrovi a dover passare una notte in montagna senza averla preventivata. Ecco invece una serie di foto per vedere l’interno dell’organizer.

Sul lato sinistro, una volta aperto, sono presenti: un fischietto, uno specchietto di segnalazione, una matita, una penna, un coltellino svizzero Victorinox Hiker, due luci di emergenza chimiche, una scatola metallica con quello che rimane di un kit commerciale, il BCB Ultimate Survival Kit UK. Il kit della BCB è stato uno dei miei primi acquisti in ambito “emergenza”, ma al momento la scatola non contiene più tutto ciò che conteneva all’inizio. Alcune cose le ho tolte, reputandole di scarsa qualità o inutili per le mie esigenze. Come si può vedere dall’ultima foto ora contiene: sega a filo, preservativo per raccogliere acqua, busta di plastica per lo stesso motivo, fire-starter, filo di ottone, bustine di sale, cordino, mini-multitool, candela, tampone/esca per il fuoco, pastiglie potabilizzanti, fiammiferi antivento.

Al centro è presente del cordino da 3 mm della Simond, mentre a un gancio porta-chiavi ho attaccato la mini-torcia a energia solare e dinamo della Frendo, di cui avevo già ampiamente parlato in un precedente articolo.

Sul lato destro sono presenti: un cellulare di riserva Nokia 105 Dual Sim, il GPS BackTrack D-Tour della Bushnell con relative batterie ricaricabili Panasonic Eneloop, un bloc notes, una coperta isotermica d’emergenza a doppia facciata oro/argento della Salewa.

Come si può notare, ogni elemento è riconducibile a uno degli aspetti che ho citato in precedenza. Alcuni oggetti sono ridondanti, dato che assolvono alle medesime funzioni, ma è importante avere dei sostituti, senza dover contare solo su un oggetto che potrebbe rompersi o non funzionare a dovere proprio quando più se ne ha bisogno. Meglio abbondare che doversi ritrovare sguarniti.

Per quanto riguarda la perdita dello zaino, questo è un evento su cui ho riflettuto molto a lungo. Lo reputo abbastanza improbabile, ma ho comunque deciso di tenerlo a mente e di preparare un mini-kit di emergenza da includere dentro una piccola boccetta di plastica. Le dimensioni sono adatte al trasporto all’interno di una tasca del giubbotto o del pantalone. Dato che il peso è irrisorio, meglio averlo con sé che doverlo rimpiangere.

All’interno della boccetta sono presenti: busta di plastica per raccolta acqua, due cerotti, striscia per accendere fiammiferi, tre fiammiferi normali, tre fiammiferi antivento, bussola a bottone, fischietto, mini-set da cucito, due dischetti di cotone come esche per fuoco, due pastiglie potabilizzanti.

Come ho detto, gli oggetti non servono a niente senza la capacità di utilizzo. Perciò questo potrebbe essere solo il primo di una serie di articoli dedicati proprio alle tecniche di emergenza. Di sicuro, come accennavo, il prossimo della lista sarà quello dedicato al materiale di pronto soccorso, per completare il discorso iniziato in questo post sull’attrezzatura del kit di emergenza.

E voi cosa portate per far fronte a eventuali imprevisti?

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5 thoughts on “Il mio kit di emergenza

  1. salve in merito all’utilizzo dei bastoncini vorrei chiedere se qualcuno sa a cosa servono i tappi per coprire la punta metallica. In particolare ho trovato che la punta a volte si impianta sul terreno durante il normale uso dei bastoncini col rischio di piegare il bastoncino stesso. Mi stavo quindi chiedendo se i tappi possono servire per ovviare a questo problema oppure se servono esclusivamente per protezione durante il trasporto all’interno dello zaino. In attesa di risposta porgo un cordiale saluto a tutti.

    • Ciao!
      La sega a filo per tagliare rami, in modo da sostituire la classica sega. Il filo di ottone può servire per effettuare riparazioni o legature.
      Io ho trovato entrambi gli oggetti direttamente dentro un kit preconfezionato, per comprarli separatamente ti consiglierei di guardare un po’ sui siti dedicati alla sopravvivenza e all’outdoor.
      Ciao!

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