Wild (film 2014)

film-wild-2014Titolo: Wild
Anno: 2014
Regia: Jean-Marc Vallée
Durata: 115 minuti

Commento: Da poco abbiamo parlato di itinerari di lunga percorrenza – con il Sentiero Italia, in particolare – quindi la visione di questo “Wild” capita piuttosto a fagiolo. Nella pellicola del regista canadese si seguono i passi di Cheryl Strayed, interpretata da una bravissima Reese Witherspoon, lungo il Pacific Crest Trail, uno dei sentieri più famosi e lunghi degli Stati Uniti d’America.

Il film si svolge su un doppio binario: da un lato c’è l’avanzare lento e costante di Cheryl lungo il trekking, attraverso il deserto, la neve, i monti, i boschi, dall’altro ci sono i continui flashback che approfondiscono la vita della protagonista prima dell’inizio dell’avventura. I due filoni si alternano in maniera perfetta, si intrecciano e, anche se sembrano molto distanti l’uno dall’altro, in realtà sono molto simili. Del resto sappiamo bene come l’atto del camminare su un sentiero possa essere accostato al procedere della vita, dei suoi problemi, degli insuccessi e delle vittorie. Il film gioca moltissimo su questa tematica e così come Cheryl avanza un passo dopo l’altro sul PCT allo stesso modo lo spettatore si addentra sempre di più nella sua vita e interiorità, conoscendola e scoprendo quello che davvero la muove.

La visione è interessante, l’unico appunto che mi sento di fare è quello relativo all’aspetto panoramico, un po’ sacrificato se consideriamo che si tratta di una pellicola ambientata per buona metà lungo un sentiero che attraversa gli USA da parte a parte. In ogni caso si fa guardare volentieri e lascia una bella sensazione dopo la fine.

Intervista a Lorenzo Franco Santin

Non so cosa ne pensate voi, ma a me i lunghi percorsi escursionistici affascinano in particolar modo. Sarà l’idea di camminare continuativamente in mezzo alla natura, senza pensare ad altro se non a mettere un passo dopo l’altro. Oggi parliamo proprio di itinerari di ampio respiro, con Lorenzo Franco Santin, fotografo che si è cimentato nei mesi scorsi con il Sentiero Italia, il percorso che attraversa tutto il territorio nazionale, dalla Sardegna alle Alpi.

Foto in concessione da Lorenzo Franco Santin

Foto in concessione da Lorenzo Franco Santin

Ciao, Lorenzo! Come prima domanda ti chiederei di presentarti brevemente, per chi non ti conosce come persona o professionista.

Ciao Gianluca, sono un ragazzo di 27 anni che generalmente è molto curioso riguardo la natura.
Forse da sempre, ma di certo lo sono molto di più da quando ho conosciuto la fotografia, che mi ha portato a conoscere le montagne e luoghi meno noti.

121 giorni lungo il Sentiero Italia, un’impresa non da poco. Come ti senti nel ripensare a quest’avventura?

Dopo aver attraversato Sardegna, Sicilia ed aver cavalcato tutto l’Appennino e metà delle Alpi di certo mi sento molto fortunato. Mi sento ricco di esperienze, che tutto sommato sono semplici, ma forse ormai molto lontane dalla realtà dei nostri giorni.
Sono molto soddisfatto del mio viaggio, ho visto (quasi) tutta l’Italia a piedi, sentendo ogni passo, e vivendo un sacco di emozioni. Sono sempre stato da solo, quindi non avevo grosse distrazioni oltre le mie sensazioni e così ho potuto vivere più intensamente ed a lungo. Continua a leggere

Il GPS e la responsabilità

GPS e cartina

Fonte: Pixabay

Uno dei temi più caldi nel mondo outdoor è di sicuro quello dell’uso del GPS per le escursioni. Utilizzare un dispositivo elettronico, legato alla ricezione di un segnale e all’autonomia delle batterie, per navigare nei boschi, sui sentieri, verso le cime che ci interessano. Questo articolo non vuole assolutamente essere parte dei soliti discorsi che confrontano il GPS con l’utilizzo di bussola e cartina. Io non sono contrario alla tecnologia. Del resto sto scrivendo su un blog, mediante un portatile, e mi sto rivolgendo a voi, che mi state leggendo su computer, tablet, smartphone. La tecnologia è ok, la tecnologia aiuta. Da laureato in ingegneria, sarebbe anche strano se non la pensassi così.
Premetto che io non uso il GPS durante le escursioni, per il semplice motivo che non lo possiedo. Mi è stato suggerito più volte, ma ancora non l’ho acquistato. Ho il BackTrack, ma in fin dei conti è un oggetto piuttosto diverso. Quando si parla di GPS ci si riferisce infatti alla possibilità di seguire tracce già caricate, di salvare innumerevoli punti di interesse, di poter insomma orientarsi all’interno del territorio con un sistema satellitare. Continua a leggere

Intervista a Corrado Conca

Oggi pubblico un nuovo formato di articolo per questo blog. Si tratta di un’intervista, il cui obiettivo è quello di fornire una panoramica del mondo outdoor sardo e del turismo montano nella mia regione, attraverso le parole di una delle figure professionali di maggior rilievo dell’isola, Corrado Conca. Guida professionista e autore di numerosi libri dedicati alle attività montane, Corrado ha accettato di rispondere ad alcune domande sulla situazione della Sardegna.

Foto in concessione da Corrado Conca

Foto in concessione da Corrado Conca

Ciao, Corrado! Come prima domanda ti chiedo di presentarti brevemente ai lettori, a vantaggio di chi non ti conosce già come persona o come professionista.

Ciao, anche se sono un po’ allergico alle auto-presentazioni posso dire brevemente che mi occupo di escursionismo e ambiente da oltre trent’anni. Sono Guida Escursionistica – attività che svolgo regolarmente e che è la mia principale occupazione – e sono autore di una quindicina di guide di trekking, canyoning e arrampicata.

A livello generale come ti sembra la situazione attuale del turismo montano/outdoor in Sardegna?

Probabilmente io sono molto critico, ma non per partito preso. Sono critico perché da una vita osservo le enormi potenzialità della nostra Isola e vedo che queste non vengono sfruttate se non in minima parte. I numeri dei turisti che vengono per trascorrere le loro vacanze in Sardegna facendo trekking o altre attività outdoor sono interessanti e in crescita, ma ancora del tutto insignificanti se rapportati alle potenzialità che lo stesso mercato offre. Il turismo attivo è una nicchia del PIL turistico regionale, che già di per sé è piuttosto deludente. Eppure viviamo in un paradiso. Continua a leggere

Gli interessi nell’escursionismo

Osservando il panorama da Punta Su Pardu (Villasalto)

Osservando il panorama da Punta Su Pardu (Villasalto)

Oggi voglio sottoporvi un piccolo sondaggio. La questione è semplice: tutti noi andiamo in montagna perché ci piace, ma cosa ci piace? Quali sono gli aspetti che ci interessano di più dell’escursionismo? Ovviamente è impossibile trovare una persona che pratichi quest’attività per una singola motivazione. Ognuno di noi è interessato sicuramente a più aspetti legati alla montagna e alla natura, ma nel sondaggio vorrei che la risposta riguardasse l’elemento più importante per voi, quello che mettereste in cima in un’ipotetica classifica delle caratteristiche peculiari del vostro modo di intendere l’escursionismo, il trekking e la vita in montagna. Continua a leggere

Meglio soli o male accompagnati?

Trekking da soli

Fonte: Pixabay

Siamo su un blog dedicato al trekking e all’escursionismo, quindi a tutti noi piace andare in montagna, camminare, sistemarci su una roccia a osservare il panorama, piantare la tenda per dormire sotto il cielo stellato. Su questi aspetti non c’è alcun dubbio. Iniziano a sorgere le differenze se si va ad analizzare come ci approcciamo a queste attività. Da soli? In gruppo? E se siamo in gruppo, questo è piccolo o grande? Composto da persone fidate, da contatti con cui si condivide solo l’aspetto escursionistico o con completi sconosciuti? Le possibili combinazioni sono tante, ma di base rimane l’interesse e la passione per l’escursionismo. Tuttavia è importante valutare davvero bene come andare in montagna e in particolare con chi. Sia perché da questo dipende anche il tema della sicurezza, sia perché la stessa esperienza ne verrà profondamente influenzata. Continua a leggere

Hiking vs trekking

Hiking vs trekking

Fonte: Pixabay

In questi ultimi mesi sono stato piuttosto impegnato a causa della tesi di laurea. Ora che la mia carriera da studente è finalmente conclusa, possiamo tornare a parlare con una maggior frequenza di escursionismo e trekking. In particolar modo in questo articolo vorrei fare un po’ di chiarezza per quanto riguarda la terminologia da usare per queste attività. Mi vorrei concentrare sulla differenza tra hiking e trekking, quale sia il significato della prima parola e il suo equivalente nella nostra lingua. Perché è vero che il termine trekking ormai è entrato nell’uso comune, ma se si incontra la parola hiking potrebbe essere meno immediato il suo collocamento in italiano. Continua a leggere