Meglio soli o male accompagnati?

Trekking da soli

Fonte: Pixabay

Siamo su un blog dedicato al trekking e all’escursionismo, quindi a tutti noi piace andare in montagna, camminare, sistemarci su una roccia a osservare il panorama, piantare la tenda per dormire sotto il cielo stellato. Su questi aspetti non c’è alcun dubbio. Iniziano a sorgere le differenze se si va ad analizzare come ci approcciamo a queste attività. Da soli? In gruppo? E se siamo in gruppo, questo è piccolo o grande? Composto da persone fidate, da contatti con cui si condivide solo l’aspetto escursionistico o con completi sconosciuti? Le possibili combinazioni sono tante, ma di base rimane l’interesse e la passione per l’escursionismo. Tuttavia è importante valutare davvero bene come andare in montagna e in particolare con chi. Sia perché da questo dipende anche il tema della sicurezza, sia perché la stessa esperienza ne verrà profondamente influenzata. Continua a leggere

Hiking vs trekking

Hiking vs trekking

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In questi ultimi mesi sono stato piuttosto impegnato a causa della tesi di laurea. Ora che la mia carriera da studente è finalmente conclusa, possiamo tornare a parlare con una maggior frequenza di escursionismo e trekking. In particolar modo in questo articolo vorrei fare un po’ di chiarezza per quanto riguarda la terminologia da usare per queste attività. Mi vorrei concentrare sulla differenza tra hiking e trekking, quale sia il significato della prima parola e il suo equivalente nella nostra lingua. Perché è vero che il termine trekking ormai è entrato nell’uso comune, ma se si incontra la parola hiking potrebbe essere meno immediato il suo collocamento in italiano. Continua a leggere

La questione dei soccorsi

I soccorsi in azione

I soccorsi in azione

Il fatto è che la Lombardia ha approvato una legge per cui è prevista la compartecipazione alle spese dei soccorsi in montagna quando si accerta che l’intervento è generato da imprudenza, inadeguatezza dell’attrezzatura e in particolare se non si necessitano cure mediche. La regione va così ad aggiungersi a quelle poche altre che già prevedevano un pagamento per l’intervento di soccorso alpino: Valle d’Aosta, Veneto e Trentino-Alto Adige. Se in Lombardia il listino dei prezzi deve ancora essere stilato, nelle altre tre regioni il costo a carico del richiedente soccorso è conosciuto, come si può leggere in quest’articolo sul Sole 24 ore datato 2011.
Il minimo comun denominatore per dover sborsare soldi pare essere l’assenza di cure mediche o addirittura di ricovero in ospedale. In montagna, come tutti sappiamo, l’imprevisto è dietro l’angolo e non necessariamente questo comporta un infortunio o un malessere dell’escursionista, né tanto meno la sua imprudenza. Basare tutto sulla richiesta o meno di assistenza sanitaria mi sembra quanto meno limitativo, non può essere preso come caso di soccorso necessario – e quindi gratuito – solo quello in cui mi faccio così tanto male da dover per forza essere trasportato d’urgenza all’ospedale. Inoltre, chi valuta esattamente quando l’intervento è necessario o meno? Quanto deve farsi male un escursionista, per non dover pagare il soccorso? In Trentino, per esempio, puoi anche essere un ferito grave, ma dovrai sborsare comunque qualcosa. Continua a leggere

La trascuratezza di un territorio [Parte 2 di 2]

Segnavia eccessivi

Ecco, non dico di arrivare a questi eccessi…

Se nel precedente articolo ho individuato nella mancanza di informazioni uno degli aspetti che sottolineano come si trascuri il territorio montano sardo, oggi concludo il ragionamento parlando della carenza di segnaletica. Del resto immagino che si sia tutti concordi sul fatto che la preparazione precedente all’escursione è nulla, se poi sul campo ci si ritrova con qualcosa che non combacia con quello che ci si aspettava. In particolare se ci si ritrova alle prese con una segnaletica realizzata male. La promozione del territorio dunque non si attua solamente con la creazione di portali ufficiali in cui inserire le descrizioni e/o le tracce dei percorsi, ma anche con lo sviluppo e la manutenzione di una rete sentieristica degna di tale nome, capace di guidare davvero l’escursionista e non farlo sentire spaesato. Senza arrivare a brutti eccessi in cui i segnavia sono troppo numerosi o troppo grandi, basterebbe che siano abbastanza frequenti da essere seguiti, piuttosto che continuamente cercati. Lo stesso escursionista potrà così godere meglio del territorio e dei panorami, se non è sempre impegnato a sforzarsi di trovare la prossima macchia di colore rosso-bianco-quello-che-è.  Continua a leggere

La trascuratezza di un territorio [Parte 1 di 2]

Arco Correboi

Cartello ad Arco Correboi. Di quei sentieri nessuna traccia online…

Oggi voglio trattare un argomento che, data la sua complessità, andrò a separare in due articoli differenti, ognuno dei quali focalizzato su un aspetto specifico. Come dice il titolo, il tema comune è la trascuratezza del territorio. Mi sto riferendo ovviamente al territorio montano e nella fattispecie alla mia Regione, la Sardegna. Luogo che suscita nella mente di tutti immagini idilliache come distese di sabbia e scorci di mare cristallino. A ragione, dato che questi elementi sono presenti in abbondanza lungo le nostre coste. Tuttavia la Sardegna non ha nulla da invidiare a nessuno nemmeno dal punto di vista della montagna, nel mio piccolo posso dire che già le foto presenti in questo blog possono far capire che questa non è una regione di solo mare. Eppure la stessa cura che esiste nel promuovere il turismo marittimo non è presente nella promozione di quello montano. Uno dei segni distintivi della trascuratezza dei monti sardi è l’occultamento delle informazioni. Continua a leggere