Determinare le coordinate geografiche

Dopo aver visto come è possibile determinare le coordinate UTM, mi sembra doveroso completare il discorso parlando delle coordinate geografiche, accennate di sfuggita nel precedente articolo. Del resto può sempre capitare di aver a che fare con una cartina che riporta anche queste informazioni, oltre al reticolato UTM, ed è quindi importante saper ricavare anche questo tipo di coordinate, in vista di una situazione di soccorso o emergenza. 🙂

Le coordinate geografiche sono la latitudine e la longitudine. La latitudine è la distanza angolare di un punto dall’equatore, e assume il suo valore massimo per 90°, in corrispondenza dei poli. Si parla quindi di latitudine Nord o latitudine Sud. La longitudine invece è la distanza angolare dal meridiano di Greenwich, e può essere Ovest o Est, con ampiezza massima di 180°. A differenza delle coordinate UTM, che rappresentano delle distanze e quindi si misurano in metri, queste coordinate sono degli angoli: esistono diversi sistemi di misura per gli angoli, quello più diffuso è il grado sessagesimale. In questo sistema un grado (1°) è diviso in sessanta minuti (60′), e ogni minuto è suddiviso in sessanta secondi (60”). Continua a leggere

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Determinare le coordinate UTM

Quando abbiamo iniziato a parlare di orientamento, con l’articolo su bussola e cartina, non mi sono soffermato su una questione importante, il concetto di coordinate, ovvero quegli elementi che permettono l’individuazione di un punto sulla cartina. Aspetto fondamentale, se si pensa ad esempio alla necessità di fornire la posizione in cui ci troviamo a eventuali soccorritori.

Esistono diversi sistemi di rappresentazione, a seconda del tipo di coordinate che si sceglie di fornire. Tutti siamo a conoscenza delle coordinate geografiche, dato che fin dai tempi della scuola abbiamo appreso i concetti di latitudine e longitudine. Si tratta degli angoli formati dal punto sulla superficie terrestre in relazione all’equatore e al meridiano di Greenwich, rispettivamente. Tuttavia in ambito cartografico, soprattutto per uso escursionistico, esiste un altro sistema, denominato proiezione UTM (Universale Trasversa di Mercatore). Secondo questo sistema la Terra è rappresentabile su un piano mediante una griglia, comprendendo quasi tutto il pianeta, a eccezione delle zone polari, rappresentate da un’altra proiezione, la UPS (Universale Polare Stereografica). Continua a leggere

Aggirare un ostacolo

Può capitare, mentre si cammina in montagna, di incontrare un ostacolo lungo il nostro percorso. Piuttosto che tornare indietro, è possibile cercare di aggirare il problema senza dover rinunciare al proseguimento dell’escursione. In questo caso è utile riuscire a non perdere la propria direzione principale nonostante l’aggiramento. La bussola, strumento utilissimo, ci viene in aiuto anche per questa tecnica. 🙂

Le bussole migliori, oltre alle tacche per la direzione, possiedono delle tacche per le deviazioni. Sono proprio queste tacche a essere fondamentali per aggirare un ostacolo:

  1. Una volta di fronte all’ostacolo, immettersi nella rotta di deviazione, ruotando fino a che l’ago del Nord non sarà tra le due tacche di deviazione, e procedere contando i passi;
  2. Appena la via è di nuovo libera, far andare l’ago del Nord nelle tacche della direzione principale e camminare;
  3. Una volta superato l’ostacolo, immettersi nell’altra rotta di deviazione, per rientrare nel percorso principale, nel far questo occorre contare lo stesso numero di passi contato in precedenza.

Come sempre, le foto potranno chiarire meglio la questione (nella mia bussola le tacche di deviazione sono dei cerchi bianchi):

Trovare il nord con l’orologio e il sole

Torniamo a parlare brevemente di orientamento. Questa volta ipotizziamo di non avere a disposizione una bussola e di voler trovare comunque l’indicazione del nord, da cui ricavare poi tutti gli altri punti cardinali. È possibile farlo con un orologio (preferibilmente analogico, ma con un po’ di accortezza va bene anche digitale) sfruttando il sole, e basandosi sulla sua diversa posizione durante la giornata. Esistono diversi metodi per trovare il nord con l’orologio e il sole, io illustrerò due tecniche che ritengo più immediate. 🙂

Le indicazioni si riferiscono a un orologio analogico, per praticità di spiegazione, ma se, come me, avete un orologio digitale – specialmente se ha una ghiera graduata – è comunque facile far corrispondere alla ghiera le posizioni delle ore.

Primo metodo:

  1. Tenere l’orologio orizzontalmente e ruotare fino a puntare il sole con la lancetta delle ore;
  2. A questo punto la bisettrice dell’angolo fra la lancetta delle ore e le ore 12 indica il Sud, quindi l’opposto indicherà il Nord.
Trovare il nord con orologio e sole - Primo metodo

Primo metodo: in blu la direzione delle ore e del sole, in giallo le ore 12 e in verde la bisettrice e il Nord

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Determinare la propria posizione

La tecnica di cui parliamo oggi è forse una delle più comuni, se si pensa all’orientamento. A partire da dei punti noti (rifugi, vette famose, etc) si vuole determinare la propria posizione sulla cartina. In questo modo si può sapere a che punto dell’escursione ci troviamo, quanto siamo lontani dalla nostra meta e altre informazioni che si basano sulla conoscenza della nostra posizione.

Per determinarla si procede in questo modo:

  1. Puntare con la bussola un punto visibile sul terreno (una cima, un rifugio, etc) e determinarne l’azimut come spiegato nell’articolo generale su bussola e cartina;
  2. Posizionare la bussola sulla cartina, con il lato anteriore sulla posizione del punto di cui abbiamo determinato l’azimut;
  3. Ruotare la bussola attorno a quel punto, fino a che i meridiani della ghiera sono paralleli ai meridiani della cartina;
  4. Tracciare una linea retta che segua il fianco della bussola, partendo dal lato anteriore fino a quello frontale e oltre;
  5. Ripetere i punti 1, 2, 3, 4 con un altro punto noto: l’intersezione tra le due linee sarà approssimativamente la nostra posizione.

Più l’angolo tra le due rette è vicino ai 90°, migliore sarà l’approssimazione. È possibile ripetere l’operazione con un terzo punto noto, per avere maggiori informazioni sulla zona in cui ci troviamo.

Come al solito, alcune foto aiuteranno a seguire il procedimento. 🙂

Determinare la posizione di un punto visibile

Può essere utile, talvolta, riuscire a determinare sulla cartina la posizione di un punto visibile attorno a noi, a partire dalla conoscenza del punto in cui ci troviamo. In realtà la tecnica individua una retta su cui questo punto (che può corrispondere alla vetta di un monte, a un rifugio, a un altro luogo di interesse) giace, quindi la comprensione della posizione esatta si ottiene aiutandosi con ciò che si ha intorno, ad esempio se quella è la punta più alta della zona, il punto corrisponderà alla vetta a quota più alta su quella retta individuata. Insomma, la tecnica ci consente di ottenere una retta, ma grazie all’osservazione attenta del territorio e della cartina si può arrivare a determinare il punto che ci interessa nello specifico.

Per determinare la posizione si procede in pochi passi:

  1. Determinare l’azimut del punto osservato, come spiegato alla fine dell’articolo su bussola e cartina;
  2. Posizionare la bussola sulla cartina, con il lato anteriore posto sulla nostra posizione;
  3. Ruotare la bussola attorno al punto dove ci troviamo, finché i meridiani nella ghiera della bussola diventano paralleli al reticolo di meridiani della cartina: a questo punto il fianco della bussola – dal lato dell’angolo attorno a cui l’abbiamo fatta ruotare – individua la retta su cui il punto osservato giace.

Come al solito, due foto aiuteranno a comprendere meglio quello che ho cercato di spiegare. 🙂

Determinare la direzione di marcia

Una volta appresi i primi rudimenti sulla natura e sull’uso di bussola e cartina, è possibile prendere in esame le tecniche di base dell’orientamento. Pubblicherò quindi una serie di articoli, molto più brevi rispetto al precedente, in cui illustrerò le singole procedure. Oggi è il turno della determinazione della direzione di marcia sulla cartina. È una tecnica fondamentale, che torna utile diverse volte sul campo. Per essere sicuri di procedere nella direzione giusta, oppure per avere un azimut di riferimento da seguire durante il cammino, è importante calcolare l’angolo di direzione che riguarda il tratto di percorso che stiamo effettuando.

Per determinare la direzione è sufficiente:

  1. Porre la bussola sulla cartina, con il lato anteriore nel punto in cui ci troviamo e il lato frontale rivolto verso la nostra destinazione;
  2. Ruotare la ghiera finché i meridiani della bussola diventano paralleli a quelli della cartina;
  3. Prendere la bussola e girare finché l’ago magnetico è tra le tacche del nord, quindi puntare con la bussola: quella è la direzione di marcia da seguire.

Alcune foto aiuteranno a comprendere meglio quello che voglio dire. 🙂